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Intervento dell’assessore Quadrini contro il Decreto sui rifiuti Clini

Continuano le polemiche contro il Decreto sui rifiuti del Ministro Clini che prevede lo smistamento dei rifiuti della Capitale nelle province laziali. Nei giorni scorsi c’è stata una manifestazione a Colfelice  a cui hanno partecipato Sindaci e cittadini per dire no ai rifiuti di Roma.

A tal proposito interviene ancora una volta l’assessore provinciale Gianluca Quadrini: “Questo decreto non è che l’ultimo atto di vigliaccheria nei confronti della nostra provincia. Sono troppe le incongruenze del “piano Clini”, il Ministro vorrebbe ridurre le province del Lazio a pattumiera di Roma, senza preoccuparsi dalla volontà della popolazione e dei Governi locali democraticamente eletti. Questo Decreto è l’ennesimo pasticcio del Governo dei tecnici che punta a risolvere i problemi dell’Italia in maniera grossolana e inconcludente: portare i rifiuti “romani” nelle province non significherebbe risolvere il problema ma solo aggirarlo. Siamo stanchi di sopportare le angherie di questo Governo, il Decreto Clini rappresenta l’ennesimo schiaffo morale alle province del Lazio. Questo provvedimento, oltre a non tenere in considerazione le problematiche già esistenti nel nostro territorio, ignora il principio dell’autosufficienza, principio che riguarda l’onere che ogni paese ha nel  provvedere autonomamente allo smaltimento dei propri rifiuti. Inoltre, nella nostra provincia, molti sono i paesi che si stanno impegnando nella raccolta differenziata raggiungendo  apprezzabili risultati in termini di risparmio economico ed efficienza. Ancor più grave sono, a mio avviso – continua l’assessore Quadrini –  le lacune di questo provvedimento le quali, nemmeno in sede di riunione e sotto esplicita richiesta, si è voluto colmare.  In particolar modo il Decreto non è chiaro sia nei tempi che nelle modalità di gestione dell’emergenza: dove andranno le sostanze di scarto dopo il trattamento nei nostri termovalorizzatori? La nostra provincia, nello specifico, dovrà accollarsi un terzo dei rifiuti della Capitale; il Ministro Clini ha predisposto un piano per utilizzare al meglio i nostri siti? Per quanto riguarda la manutenzione degli impianti come ci si organizzerà? Il vero obbiettivo di questo decreto è liberare Roma da questa impasse e scaricare il problema ai limitrofi. Come mai Roma, la Capitale, non attua ancora una raccolta differenziata adeguata ed efficiente? Come mai non sono state individuate da chi di competenza le discariche come la legge prevede? La Capitale dovrebbe assurgere ad esempio per l’intera Nazione, invece non sta di certo facendo una bella figura avvalendosi erroneamente, per l’ennesima volta, di una condizione di superiorità rispetto alle altre province del territorio.  Mi batterò duramente affinchè questo Decreto venga annullato, la nostra gente non merita altre vessazioni ed ingiustizie, è ora di cambiare registro e di cominciare a risolvere i problemi alla radice e non  in superficie, per un senso di civico, nonchè di responsabilità,  non si può continuare a rimandare queste importanti questioni che con gli anni diventano macigni sulle spalle delle nuove generazioni. Come padre, come politico e come cittadino mi sento in dovere di contrastare con ogni forza questi provvedimenti che spogliano di dignità una terra fatta di gente laboriosa e solerte che non merita essere declassata. Per questo sono al fianco degli amministratori, dei cittadini e dei comitati ambientalisti che in questi giorni si stanno impegnando per salvaguardare la nostra terra che, invece, altri vorrebbero ridurre a pattumiera. Il nostro “no” deve essere perentorio e deve unire ogni forza politica, sociale ed istituzionale, per difendere la nostra Ciociaria già mortificata sotto molti punti di vista”.

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