Io mi fermo quì

Piccola premessa: ho scritto questa nota il 5  Giugno.

Che bella cosa la politica. Nonostante molti politici, la politica resta un’arte nobilissima, ma non semplice. Secondo un’antica definizione scolastica, la politica è l’arte di governare le società. Un tempo coloro che si candidavano per questo arduo compito dovevano avere requisiti minimi e necessari:cultura,onestà e soprattutto tempo per dedicarsi ad essa. Io faccio politica da 6 anni e mi sembra un’eternità. Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando nel 2005 mi iscrissi alla Sinistra Giovanile. Già 6 anni fa vedevo la mia stupenda città andare lentamente verso la rovina. Sentivo il bisogno come cittadino di mettere un freno a questo lento declino,se non di fermarlo. Dovevo condividere questo desiderio con qualcuno. Sorte ha voluto che mi iscrissi(anzi che mi hanno iscritto) per caso. Ho conosciuto un gruppo di ragazzi che avevano i miei stessi obbiettivi e non desideravo altro che combattere insieme a loro. Alcune battaglie le abbiamo vinte, molte le abbiamo perse. Ma la spinta che mi spingeva a lottare era ancora forte. Questo fino a pochi mesi fa. Un tempo credevo che qualsiasi amministrazione di centrosinistra(con tutti i suoi limiti e difetti) sarebbe stata sicuramente meglio di una di centrodestra. Ma quando mi sono accorto che l’amministrazione che ho votato, nella quale credevo, non solo non è diversa ma addirittura peggio delle precedenti allora ho cercato di prendere le dovute distanze. Sinistra e libertà ancora non esisteva e insieme agli altri compagni della casa comune della sinistra decidemmo di prendere le distanze da ciò che stava succedendo nei palazzi comunali(parlerei più di torre inaccessibile ai comuni cittadini). Purtroppo con sommo rammarico alcuni compagni hanno deciso di fare altro, nonostante la maggioranza dei presenti alle riunioni. Da allora sono cominciati i guai. Quando nacque a Sora Sel, decisi nel primo anno di non iscrivermi, ma stare senza casa è dura. Cosi insieme ai “dissidenti” decidemmo di aprire una seconda sezione di SeL, nella speranza che anche a Sora fosse fatto un congresso che mettesse fine a questa situazione di stallo a cui continuo ad assistere tutt’ora. Purtroppo non c’è stata la volontà, soprattutto a livello provinciale, di cambiare lo stato di cose. Questi fattori moltiplicati per loro hanno prodotto un risultato: la spinta propulsiva che avevo all’inizio si è quasi spenta e stare  in un partito che,a livello locale, non si sa cosa sia non è per me. Dove  mai si è visto che un partito che consegna la delega di utilizzo del simbolo a un giorno dalla presentazione delle liste. Dove si è visto che dirigenti regionali e provinciali di un partito si candidano in liste in aperta contrapposizione alla lista di partito. Dove si è vsito che in campagna elettorale il nemico da combattere,anziche la destra,sia il centrosinistra,solo perché credevo in quei simboli,quegli stessi simboli che hanno permesso la vittoria delle sinistre in tutti gli altri comuni. Possibile che solo a Sora dovevamo permettere al PDL di festeggiare. Non è stato fatto niente per impedire ciò. Il sindaco uscente ce l’ha messa tutta per perdere. Il candidato del centrosinistra civico più il centrosinistra ufficiale non superano il 20 %, dopo che ha governato per 5 anni. C’è poco da dire: abbiamo perso. E ciò che mi disturba è che alcuni continuano a parlare di vittoria.  Io personalmente non ho rinnovato la tessera di SeL e non lo farò finché le cose non si saranno chiarite a livello locale e provinciale. Come dice il titolo della nota, Io mi fermo quì. Spero solo che la fermata non si trasformi in sosta o addirittura in arresto.

Alberto Petricca


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