mercoledì 2 maggio 2012

ISOLA DEL LIRI – 1°Maggio: le immagini del corteo e il commento appassionato di Luciano Duro [GALLERY]

Ieri si è svolto lo storico corteo per ricordare la Festa dei Lavoratori e delle Lavoratrici, una tradizione consolidata che Isola del Liri rinnova dal lontanissimo 1891. Al termine del comizio di Dario Roncon, Segretario Regionale della CISL del Lazio, che ha chiuso la manifestazione, il nostro Mike Di Ruscio ha raccolto la testimonianza appassionata del sindaco Luciano Duro, che riportiamo fedelemente di seguito.

“Sono nato ed ho vissuto la mia adolescenza in Piazza Boncompagni, la più grande della città, dalla casa, il balcone che dava sulla piazza, era un osservatorio privilegiato per tutte le manifestazioni politiche, civili e religiose che si svolgevano ad Isola del Liri. Il 1° maggio era una giornata del tutto particolare, dalle città della provincia, già al mattino presto arrivavano i pullmann degli operai che riempivano quel luogo che sembrava troppo piccolo per accoglierli tutti, poi il corteo si snodava lungo le vie cittadine come un fiume in piena con cartelli, bandiere e striscioni.

Ogni 1° Maggio era la fotografia della situazione politica e sociale non solo della provincia ma anche dell’intera nazione. Negli anni ’50 era chiassoso, con slogan antigovernativi che rivendicavano un lavoro più sicuro e remunerato, la certezza di un futuro sul quale costruire la propria esistenza per se stessi e per i propri figli, la guerra non era un ricordo così lontano e c’era tuttavia l’ottimismo della ricostruzione.

Poi negli anni ’70 la progressiva ed inarrestabile chiusura delle cartiere ed Isola del Liri, la Manchester d’Italia, vedeva svanire la possibilità di un futuro certo, c’era una rabbia per un inarrestabile declino al quale non si riusciva a porre riparo e così era per i centri vicini, una città e una provincia sempre più povera. Oggi, che sono sindaco, ho ripercorso quelle strade, sono passato davanti alle fabbriche chiuse ed è come se avessi riascoltato le sirene che chiamavano gli operai a raccolta per i turni lavorativi, ma tutto era incolto e trascurato, solo l’ex Cartiere Meridionali si è riconvertita ed accoglie oggi, in un agglomerato di piccole imprese, circa 300 lavoratori.

Il corteo è stato dignitoso per presenze ma i giovani erano pressoché assenti, in fondo la maggior parte di loro un lavoro non ce l’ha, non vedono serie prospettive, taluni sono precari, non hanno più fiducia nella politica, o forse nei partiti perché la politica è una cosa seria , è un sevizio per la collettività, deve avere un progetto economico ed occupazionale credibile che dia speranza a chi da troppo attende.

Oggi c’è una crisi economica di dimensioni planetarie, ed al governo ci sono dei tecnici . Ho sempre ritenuto il governo tecnico il fallimento della politica e dei partiti, poiché il delegare a tecnici il governo di una nazione significa che i partiti e non hanno saputo svolgere il ruolo a loro assegnato dai cittadini ed in una crisi economica così devastante ognuno deve assumersi le proprie responsabilità con decisioni eque che coinvolgano ognuno per le proprie possibilità. I Lavoratori di questa nostra Italia non si sono mai tirati indietro, quando c’era da fare sacrifici, grazie al loro contributo abbiamo sempre riassestato i conti, ma questo governo Monti mi sembra che abbia il solo scopo di far cassa a discapito di quelli che sempre hanno dato e danno, sta impoverendo ancor più le fasce deboli, i pensionati, i giovani disoccupati, i precari, le donne e le famiglie che hanno difficoltà a vivere una vita dignitosa. E’ giunto il momento che chi ha sempre avuto dallo Stato ed ancora avrà dia di più, è un senso di giustizia perché a pagare non debbano essere sempre gli stessi.”

Luciano Duro

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