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Isola del Liri era la via del tabacco

Finita la guerra in attesa della riattivazione delle cartiere e dei lanifici, la popolazione ricerca soluzioni alternative di sopravvivenza. Alcune famiglie acquistano tabacco da Pontecorvo e Capua ed utilizzando le riserve di carta abbandonate dai tedeschi, iniziano la produzione di sigarette. La ripresa di alcune officine meccaniche, consente anche la produzione di macchinette per l’arrotolamento.

L’attività si propaga interessando nel giro di pochi mesi, l’intera popolazione di Isola del Liri. Quando lo Stato emetteva un nuovo pacchetto, prima ancora che venisse messo in circolazione, ad Isola lo facevano identico. Isola del Liri era la via del tabacco, così scrivevano i giornali. Infatti dall’operaio al signorotto tutti fabbricavano sigarette. “Abbiamo organizzato un bel funerale. Avanti c’era il carretto e noi tutti dietro a piangere il morto, solo che dentro la bara c’era il tabacco. Al posto di blocco siamo stati così convincenti che anche i finanzieri si sono commossi.”

Il 20 ottobre del 1944, la Finanza organizza un’operazione diretta ad individuare i centri di fabbricazione delle sigarette. L’arrivo dei finanzieri e l’inizio dei sequestri causa una vera sommossa popolare ed il tentativo fallisce. La vertenza intorno alla fabbricazione illegale delle sigarette continuerà sino alla fine del 1946 e verrà conclusa da un diretto intervento del ministro delle finanze Scoccimarro che concorderà con il governo della Città un piano per favorire lo sviluppo dell’industria locale e dare occupazione ai fabbricatori di sigarette

Tratto dalla pagina Facebook del Sindaco Luciano Duro

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