3 gennaio 2013 redazione@sora24.it
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Ius Soli per per i figli nati in Italia da genitori stranieri, questo l’appello del rapper Amir al Presidente Napolitano (di Mike Di Ruscio)

Amir Issaa meglio conosciuto con gli pseudonimi di Meticcio, Peso Piuma, China o più semplicemente come Amir è un rapper italiano, figlio di un immigrato egiziano e di una donna italiana, membro della crew Rome Zoo. Nonostante lui abbia la cittadinanza da sempre (la madre è italiana), molte volte è stato considerato uno straniero per via delle sue origini egiziane.

Quest’anno, in occasione del discorso di fine anno del Presidente Napolitano – attraverso il brano “Caro Presidente” e la campagna lanciata sulla piattaforma Change.org – Amir ha voluto riportare all’attenzione dell’opinione pubblica e della classe politica la questione dello ius soli e del diritto di cittadinanza per i figli nati in Italia da genitori stranieri.

Nella nostra società, nel mondo del lavoro, nelle nostre università e nelle nostre scuole é una realtà che viviamo da tempo. Molte sono le persone che onestamente e quotidianamente danno il loro contributo: credo sia arrivato il momento di diventare un Paese moderno.

Mike Di Ruscio – Sora24

 

Questo il testo della lettera:

Caro Presidente,

mi chiamo Amir e sono un rapper che più volte nelle sue canzoni ha dato voce ai ragazzi di seconda generazione. Nonostante io abbia la cittadinanza da sempre (mia madre è italiana), molte volte sono stato considerato uno straniero per via delle mie origini egiziane. Il problema oltre ad essere legislativo è culturale, dovrebbe cambiare la percezione di come è fatto un Italiano nel 2012: non è necessariamente “bianco” ma può essere di carnagione scura, avere occhi a mandorla, avere capelli afro…

Di fatto però non sono cittadini italiani i nati in Italia da genitori di origine straniera. È cittadino solo chi è nato da italiani, mentre il bambino che nasce in Italia da due stranieri viene iscritto all’anagrafe come straniero. I bambini e i ragazzi che vivono questa situazione sono oltre mezzo milione in Italia.

Vorrei chiederle, Presidente Giorgio Napolitano, di porre questa questione durante il suo discorso di fine anno a reti unificate, sollecitando la politica a mettere questo tema tra le priorità da risolvere nel 2013.

L’identità di questi ragazzi non viene fatta corrispondere con la loro identità giuridica. Per lingua, cultura, abitudini, sono italiani, ma possono diventarlo a tutti gli effetti solamente a 18 anni, e fino a quel giorno devono vivere in Italia con il permesso di soggiorno, diversamente da quanto accade in altri paesi dove è lo ius soli a contare, come negli USA, in Canada e in altri paesi europei.

È evidente che c’è un gap tra lo status giuridico e l’identità personale: un’intera generazione cresce e rischia di restare straniera nel paese che sente proprio, in cui è nata, si è formata, e nel quale intende restare per sempre…
So che lei è molto sensibile al tema e durante il discorso di fine anno tutto il paese la ascolterà per capire cosa ci aspetterà nel 2013. Per questo le chiedo di usare questa occasione per ribadire la sua convinzione che tutti coloro che nascono in Italia debbano essere considerati italiani affinchè il 2012 possa essere l’ultimo anno in cui questo diritto non venga riconosciuto.

Grazie,
Amir

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