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Jessie Tersigni: “Il tremendo problema dell’edilizia scolastica”

Ci scrive una nostra lettrice, Jessie Tersigni: “Perché dopo ogni terremoto scopriamo che le strutture non era agibili? Penso che Italia debba cominciare ad avere controlli pui severi sulla agibilità della struttura invece di piangere dopo. Abbiamo lanciato l’allarme più volte sulla disastrosa situazione in cui versano le scuole italiane: una su cinque è situata in zone a rischio sismico, il 50% ha bisogno di interventi strutturali, il 57% non possiede il certificato di agibilità statico-sanitaria.

E’ inaccettabile che nel 2013 i luoghi dove passano nostri figli buona parte della giornata, luoghi preposti alla vita comunitaria e all’apprendimento, rischino quotidianamente di trasformarsi in delle trappole per la nostra vita.

Secondo la citata indagine del MIUR:

  • 23.557 edifici (il 57%) non hanno il certificato di agibilità statica (Sardegna 84,47%, Calabria 76,51%, Umbria 76,27%, 68,99% Lazio, 68,67% Liguria, 66,32% Abruzzo);
  • 23.702 edifici (il 57,35%) degli edifici scolastici sono privi del certificato di agibilità sanitaria (Sardegna 81,55%, Umbria 74,58%, Calabria 74,43%, Lazio 74,35%, Puglia 65,49%);
  • 14.919 edifici (il 36,10%) non hanno gli impianti elettrici a norma (Molise 56,98%,Sardegna 56,80%, Abruzzo 46,05%, Lazio 45,45%, Calabria 43,87%);
  • 29.066 edifici (il 70,33%) presentano barriere architettoniche (Molise 80,23%, Basilicata 78,40%, Calabria 77,13%, Umbria 75,14%, Sardegna 75,24%);
  • solo in 1 scuola su 3 sono presenti scale di sicurezza ovvero nel 36,96% non sono presenti scale di sicurezza (Calabria 56,76%, Molise 53,49%, Sardegna 46,12%, Campania 45,31%, Lazio 44,58%).

Si stima che ben 13.688 edifici (il 33,12%) hanno bisogno urgente di manutenzione! Numeri che crescono ulteriormente allorquando si pensa alla gestione delle emergenze. Il 90% degli edifici ha ingressi che non dispongono di standard di sicurezza adeguati; il 91% non ha l’ingresso facilitato per disabili; nel 70% dei casi non esistono gradini antiscivolo; in 20,65% non è stata installata la chiusura antipanico; in 1 scuola su 5 le vie di fuga non sono adeguatamente segnalate. Con l’aggravante che il 73,21% delle scuole non è in possesso del certificato di prevenzione incendi; il 20,59% delle scuole non ha fatto prove di evacuazione e che quindi non si è in grado a far fronte a situazioni di emergenza.

Dall’indagine emerge una realtà decisamente preoccupante destinata a peggiorare sotto ogni punto di vista se non dovesse essere affrontata in maniera puntuale e corretta tale da determinare un’inversione di tendenza sia sulle risorse che sul fronte della prevenzione. E pensare che, oltre ai rischi dovuti allo stato degli immobili, le nostre scuole sono soggette ad ulteriori rischi dovuti, per via della loro ubicazione, alla particolarità geologica del nostro territorio (rischio sismico, idrogeologico, vulcanico) e alla vicinanza ad aree industriali, antenne emittenti radio televisive, elettrodotti ecc..

Anche qui le statistiche ci offrono un quadro quanto mai sconcertante:

  • 13.932 edifici scolastici (33,71%) sono situati in località a rischio sismico;
  • 6.497 edifici scolastici (15,72%) sono ubicati vicino alle antenne emittenti radio televisive;
  • 5.331 edifici scolastici (12,90%) sono in prossimità di aree industriali;
  • 2.500 edifici scolastici (6,05%) si trovano in prossimità di elettrodotti ad alta tensione e bassa tensione;
  • 1.773 edifici scolastici (4,29%) si trovano vicino a fonti di inquinamento acustico;
  • 756 edifici scolastici (1,83%) si trovano vicino a strutture militari;
  • 500 edifici scolastici (1,21%) sono vicino ad aeroporti.

L’analisi fin qui svolta fa emergere un panorama decisamente preoccupante destinato a peggiorare sotto ogni punto di vista. Ci troviamo di fronte ad una vera e propria emergenza che investe l’intero territorio nazionale e che, per le sue dimensioni quantitative, non può continuare ad essere sottovaluta e sottaciuta in particolare da parte del Governo e del Ministro.

E’ emblematica la vicenda della scuola “Iovine” di San Giuliano in Molise. Quel tragico evento è la prova provata dei drammi che possono accadere allorquando lo stato di inadeguatezza delle strutture si combina con le calamità naturali quali il terremoto. Quel tragico evento ci ricorda che dietro alle tragedie imputabili a calamità naturali il più delle volte c’è la negligenza dell’uomo. Non possiamo aspettare la prossima tragedia”.

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