26 luglio 2012 redazione@sora24.it
LETTO 974 VOLTE

Julien Colarossi e la Valcomino: un binomio vincente (di Valeria Bernardelli)

La straordinaria prestazione del “Julien Colarossi Quartet” smentisce la famosa locuzione latina “nemo propheta in patria”. Strabiliante ed entusiasmante il concerto di mercoledi sera, nel suggestivo Salone di Rappresentanza del Palazzo Ducale di Atina. Sembrava che la incessante pioggia volesse “boicottare” l’appuntamento di Atina Jazz 2012, e invece lo spostamento nello storico salone del guerriero sannita ha reso l’esibizione a dir poco esaltante.

Due ore di musica di altissimo livello artistico, in compagnia della formazione capeggiata da Julien Colarossi, originario di Settefrati, comune che ora può vantare, insieme a tutta la Valle di Comino e all’intera provincia di Frosinone, un figlio d’arte. Un jazz ricercato, esaltante, coinvolgente, inedito. Il quartetto – formato da Barry Donohue al basso elettrico, Cristopher Engel al sax, Tommy Gray alla batteria e capeggiato dal chitarrista e compositore Julien Colarossi – è destinato a richiamare l’attenzione della critica jazzistica nazionale, dopo aver
ricevuto ampi consensi nell’ambiente irlandese.

Lo avevamo preannunciato e così è stato: il carisma e il mix esplosivo della musica di Julien Colarossi sono riusciti a catturare l’attenzione di un pubblico molto vasto, per età e gusti musicali. Il suo debutto come professionista tra le mura di casa non poteva sortire miglior effetto. I commenti positivi di professionisti del settore, esperti di musica jazz, appassionati, ma anche di profani del genere, attenti e silenziosi, testimoniano il grande spessore artistico, la levatura musicale, la tecnica e la professionalità del quartetto, che ha trasportato tutti i presenti in una dimensione fatta solo di emozioni.

Il coraggio di aver presentato prevalentemente pezzi inediti – composti dallo stesso Julien Colarossi, laureatosi presso il prestigioso college jazz “Newpark Music Centre” di Dublino, città dove vive da cinque anni – è stato ricompensato dai calorosi e sentiti applausi del pubblico, che ne ha apprezzato l’originalità e che sul finire si è lasciato trasportare dalle suggestive e dolci note di “Sounds of the island”, famosissimo tema scritto dal premio Oscar Luis Bacalov, per il film “Il Postino”, riproposto in chiave jazz da Julien Colarossi e dai suoi musicisti, mantenendone intatta la struggente melodia. “A star is born”…è proprio il caso di dirlo.

[nggallery id=507 template=caption]

COMMENTA

Commenti

wpDiscuz
Menu