16 settembre 2011 redazione@sora24.it
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La Chiesa Diocesana vicino alle famiglie delle vittime della deflagrazione di Arpino

Dopo l’invito a tutta la Comunità ecclesiale e civile, da parte di mons. Filippo Iannone a partecipare ad una liturgia in memoria delle sei vittime del tragico evento di Arpino, la presenza di tantissime persone è stata corale e sentita.
Così tutta Carnello, la caratteristica frazione posta tra i comuni di Sora, Isola Liri ed Arpino, con i parenti delle vittime, gli amici e tantissimi semplici cittadini si é unita in preghiera, mercoledì scorso, presso la Chiesa parrocchiale per testimoniare solidarietà e partecipazione. Una prova matura di vicinanza e di cordoglio da parte di una miriade di fedeli.
La chiesa era gremita. Tante persone sono dovute rimanere all’esterno, fino al piazzale antistante; una testimonianza che ha fatto sentire anche fisicamente l’ampia solidarietà alle famiglie colpite. Commozione, emozione partecipazione e preghiere. Tutto questo si è vissuto a Carnello durante la veglia presieduta dal vescovo, mons. Filippo Iannone, che in prima persona ha pensato di chiamare la comunità di Carnello ad esercitare il ruolo che compete ai cristiani “attenti alle sofferenze ed ai lutti: ministero della consolazione per i superstiti e ministero della preghiera di suffragio”, come ha rilevato il vicario diocesano, mons. Antonio Lecce.
L’invito è stato raccolto da un larghissimo ventaglio di persone, dai familiari delle vittime, da numerosi sacerdoti delle due Zone pastorali di Sora e della Valle del Liri, fino alle autorità civili di Arpino e di Sora. Nell’Omelia della Veglia, il Vescovo ha invitato “ad alzare lo sguardo alla Croce gloriosa di Cristo, proprio nella festa liturgica della Esaltazione della S. Croce.
La Croce diventa così, da strumento di ignominia e di morte, strumento di redenzione e di salvezza per il Cristo che da essa ha mostrato l’amore che arriva al sacrificio di sé. Voglio lasciare a chi di competenza il doveroso approfondimento delle cause che hanno provocato la gravissima perdita di tante vite umane, ha continuato mons. Filippo Iannone. Desidero evidenziare l’importanza dei compiti di chi deve regolare la vita della comunità con leggi che riducano i pericoli di chi deve far rispettare le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Le sei persone scomparse operavano come facevano da tempo. Lavoravano per migliorare le condizioni delle proprie famiglie. Ora sono state tragicamente strappate ai loro cari, che hanno dimostrato grande forza d’animo e profonda fede cristiana”. Le componenti più vivaci della Comunità di Carnello, il coro parrocchiale, i “giovanissimi”, i “chierichetti” , le varie articolazioni, hanno fatto emergere la partecipazione totale della Parrocchia e dell’intero territorio. Anche i due Vescovi emeriti di Sora, Mons. Lorenzo Chiarinelli e Padre Luca Brandolini, con un particolare messaggio, hanno voluto far giungere la loro condivisione e l’assicurazione delle loro preghiere. In attesa dei funerali di tutte e sei le vittime, solo con la preghiera è ora possibile farne memoria ed essere vicini alle famiglie di Claudio Cancelli, Giovanni Cancelli, Giuseppe Cancelli, Giulio Campoli, Enrico Battista e Francesco Lorini.

Gianni Fabrizio

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