martedì 5 Giugno 2018

“LA GUERRA DI MASSA” (a cura di Rodolfo Damiani)

V articolo per ricordare i 100 anni della Vittoria della 1a Guerra Mondiale.

Ogni riflessione sulla I° Guerra Mondiale non può che partire dalla considerazione che è stata una guerra diversa dalle precedenti, soprattutto perché ha coinvolto i popoli di intere nazioni, ha costretto l’industria a ritmi produttivi sconosciuti, ha sollecitato ricerche che hanno contribuito al progresso tecnologico e scientifico-.

L’Italia che si apprestò ad entrare in guerra risentì immediatamente di due fattori:

  • rivoluzione del proprio schieramento e della propria strategia dovuta al cambio di alleanze
  • le condizioni per giungere ad una mobilitazione adeguata.

Le tre classi richiamate 91-92-93, a cui vanno aggiunti 50.000 soldati impegnati in Libia, portavano la consistenza dell’esercito a circa 400.000 uomini nella fase immediatamente precedente all’inizio delle ostilità. Questo sulla carta , perché il 24 maggio circa un terzo dei richiamati erano in viaggio per i depositi reggimentali da cui essere smistati nella zona di operazione, un disastro organizzativo in quanto poteva accadere che richiamati lombardi destinati al fronte a pochi km da casa venissero prima inviati ad un deposito che era a Potenza.

Pertanto il Comando Generale potè schierare inizialmente 52 battaglioni alpini , di cui 11 in addestramento, 13 divisioni di fanteria, due di cavalleria e una di bersaglieri. Lo schieramento italiano era composto di quattro armate così dislocate:

Prima e Quarta a coprire i 560 km dallo Stelvio a M. Canin e Seconda e Terza a fare da ariete nei 90 km fino al mare . Già in luglio i mobilitati erano passati a 1.330.000 di cui 1.000.000 in zona di operazioni. Rispetto agli Austriaci , impegnati anche su altri fronti, disponevamo di una buona superiorità di forze. 675 battaglioni contro 244, rinforzati in occasioni di offensive da reparti sottratti altrove, 171 squadroni contro28, 467 batterie contro 138,227 compagnie del genio contro27.

Di contro a bilanciare il numero a nostro favore gli Austriaci schieravano veterani con esperienza di un anno di guerra, un fronte attrezzato e fortificato in profondità , con tratti di strade militari per giungere velocemente dalle retrovie , postazioni ben rifornite e in grado di reggere a bombardamenti e in posizioni difficilmente attaccabili per opere di interruzione realizzate, tutto ciò sorprese i nostri generali che non sospettavano che il Comandante austriaco Conrad Von Heisentzorf, ritenesse possibile un attacco dall’alleato Italia e si premunisse rispetto a ciò.

A questo dobbiamo aggiungere il migliore equipaggiamento individuale , una iniziale professionalità tattica a vantaggio degli ufficiali austriaci , artiglierie e mitragliatrici più efficaci e moderne, uso di armi quali granate a mano e lancia bombe individuali sconosciute o quasi alle nostre dotazioni. In tutte le battaglie combattute i morti italiani furono sempre più numerosi di quelli austriaci mediamente del 50% e questo grazie alla potenza , precisione e dislocazione dei centri di fuoco. Possiamo portare un esempio di ciò considerando che nella “straff expedition” i caduti austriaci attaccanti furono 30.000 contro 76.000 italiani.

Tale emorragia di uomini costrinse a richiamare 20 classi, che davano un potenziale umano di circa sette milioni di cui effettivamente alle armi circa 5 milioni alla vigilia di Caporetto di cui effettivamente impiegati in zona di operazioni circa 3.200.000. La sconfitta di Caporetto fece scendere il numero a circa 2.800.000 per poi risalire con le classi 99 e 900 a poco meno di tre milioni. La fanteria pagò il tributo più alto 95% dei caduti. Un punto dolente del nostro esercito fu all’inizio della guerra la scarsa motivazione dei soldati e una catena di comando da ancien regime. Personalmente più che su scarsità e in molti assenza di motivazioni propenderei per assoluta ignoranza delle ragioni della guerra.

In effetti , la maggior parte dei richiamati non sapeva né leggere né scrivere ( 72%) per cui seppero di dover partire alla vista dei CC che gli recavano la cartolina precetto, dramma umano, lascare la famiglia , dramma economico, di cosa potevano disporre i familiari per vivere, dramma esistenziale , cosa riservava il futuro, tutto questo , come dicevano molti contadini, “pè fa la guerra de lu re” senza che ci fossero opportune strutture che spiegassero le ragioni della guerra e illustrassero il vissuto del soldato.. Ci volle Caporetto per modificare il modo di trattare i soldati , che non potevano pagare anche quando gli errori erano di altri.

Basti ricordare che i primi soldati inviati in licenza nel 15 , dopo sei mesi di prima linea, ebbero una licenza che non citava il viaggio per cui non rientrarono in tempo e furono dichiarati disertori , ovviamente i più penalizzati furono i meridionali che venivano da più lontano. Il soldato italiano era tra i peggio pagati d’Europa, era sottoposto ad un rigido sistema disciplinare ed era guidato da ufficiali valorosi , ma che si sentivano altro dal semplice fantaccino. Una catena di comando classista era la proiezione del modo di comandare seguito dal Capo di S.M. Gen. Cadorna.

Questi aveva un carattere duro, sospettoso, poco disposto a interpretazioni meno che rigorose del regolamento, silurò 216 generali, 255 colonnelli e 355 comandanti di battaglione, sollevandoli dall’incarico per non aver bene eseguito i suoi ordini o di non aver raggiunto gli obiettivi fissati. Non accettava consigli e per il sospetto di critica si poteva essere processati , condannati agli arresti in fortezza come subì il comandante Dohuet Giulio , teorico e profeta del potere aereo , che lo aveva contraddetto.

Con i suoi metodi le decimazioni erano il triste corollario di ogni sconfitta, ogni accenno ad esitare di uscire all’attacco provocava la reazione del fuoco amico sulle nostre trincee e ufficiali e CC. Avevano l’ordine di sparare ai più riottosi.Dopo Caporetto e il tentativo di ribaltare su altri lo sfascio dell’esercito Cadorna fu sostituito dal gen. Armando Diaz. In pochissimi giorni fece capire che i metodi erano cambiati e soprattutto che anche i soldati avevano i loro diritti e d erano oggetto di attenzioni e tutele. Dal Piave nasce un soldato nuovo, il Soldato Italiano . Dal Piave nasce un‘Italia nuova, l’Italia Nazione.

I più letti di oggi:
6.580
ISOLA DEL LIRI - Comunità in lutto per il tragico incidente in autostrada
1
CRONACA

ISOLA DEL LIRI - Comunità in lutto per il tragico incidente in autostrada

Comunità isolana in lutto per il tragico incidente stradale avvenuto venerdì sera sull'autostrada Milano-Napoli nei pressi di Fidenza. Per cause ...

973
Sostegno a cittadini e famiglie in difficoltà: ottimo risultato per il Comune di Sora
2
CRONACA

Sostegno a cittadini e famiglie in difficoltà: ottimo risultato per il Comune di Sora

Il Comune di Sora è vicino ai cittadini e alle famiglie che soffrono, in prima linea ancor di più in questo ...

448
METEO - Previsioni per Lunedì 22 Luglio
3
METEO

METEO - Previsioni per Lunedì 22 Luglio

Per la giornata di Lunedì 22 Luglio si prevede cielo prevalentemente sereno o poco nuvoloso. Non sono previste precipitazioni. Temperature: in ...

I più letti della settimana:
28.098
SORA - Rissa al centro commerciale, otto arresti
1
CRONACA

SORA - Rissa al centro commerciale, otto arresti

Come riportato nel comunicato emesso dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Frosinone:«Nel primo pomeriggio di oggi, giungevano al centralino ...

10.822
SORA - Offerta di lavoro urgente
2
LAVORO

SORA - Offerta di lavoro urgente

Si cercano urgentemente persone con competenze in DATABASE/SQL ed elementi di programmazione procedurale (e/o OOP quali C++, oppure ...

9.471
Sora tra le più grandi realtà nazionali del settore socio-sanitario, grazie al progetto Devo dirti una cosa – Comunicare oltre la parola
3
Eccellenze sorane

Sora tra le più grandi realtà nazionali del settore socio-sanitario, grazie al progetto "Devo dirti una cosa – Comunicare oltre la parola"

Dalla fattiva collaborazione fra (Associazione Genitori Disabili), la ASL FRC di Sora (settore TSMREE) e i familiari di Gerardo Iafrate, ...

SPONSOR

All'interno tutti i dettagli delle vetture in promozione presso Jolly Automobili Peugeot, S.S. dei Monti Lepini km 6.600, a poche centinaia di metri dal casello autostradale di Frosinone.

Jolly Rent

Tutto sul noleggio a lungo termine proposto dal Gruppo Jolly Automobili e cinque proposte molto interessanti.

Punto Fresco

Punto Fresco presenta: "Il Gusto della Convenienza, offerte al sapore d'Estate", la nuova promozione in vigore dal 10 al 23 Luglio.

Toyota Hybrid School

Toyota Hybrid School è una nuova grande iniziativa Toyota in collaborazione con Golden Automobili, la concessionaria del celebre brand nipponico per Frosinone e provincia del Gruppo Jolly Automobili.

Mazda CX-3

Vieni a scoprirla oggi stesso presso Jolly Auto, Concessionaria Mazda per Frosinone e provincia, S.S. dei Monti Lepini, km 6,600, a poche centinaia di metri dal casello autostradale di Frosinone.

Summer Days

Dieci vetture a prezzi davvero speciali. Vi aspettiamo oggi stesso nella nostra sede sulla S.S. Monti Lepini km 6,600, a poche centinaia di metri dal casello autostradale di Frosinone.

Fiat 500

Per l'occasione, Jolly Auto, concessionatia Fiat del Gruppo Jolly Automobili, propone un'ottima offerta per acquistare la mitica citycar italiana.