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LA RACCOLTA DIFFERENZIATA (di Laura Urbano)

L’acquisizione di una coscienza ambientale completa e consapevole passa anche attraverso l’adozione di un valido sistema di raccolta dei rifiuti quale è la raccolta differenziata. Azioni quotidiane che hanno la capacità di guidare verso una migliore visione e considerazione dell’ambiente che ci circonda, grazie all’aumento della consapevolezza che ciò che è rifiuto non va immerso nella natura in quanto tale ma ricostituito, riassemblato, riadattato a nuove esigenze fino a sfruttarne a fondo le proprie potenzialità ed allungare il suo processo vitale tendenzialmente all’infinito. Il singolo che diventa protagonista di una nuova attenzione per la salvaguardia dell’ambiente adottando accorgimenti reali e consistenti che trasportano verso un avvenire meno strangolato dai rifiuti. Compito impegnativo è quello delle istituzioni che devono assolutamente abbracciare questa scelta e portarla avanti nel migliore dei modi avvolgendo i cittadini e guidarli verso una netta e giusta conoscenza dei comportamenti da adottare. In primo luogo la scuola deve coinvolgere bambini e ragazzi affinché non acquisiscano comportamenti sbagliati ma recepiscano come normali comportamenti che ancora hanno il sapore dell’eccezionalità,  divenendo discepoli delle buone pratiche di salvaguardia ambientale.

La normativa nazionale e regionale ritiene ormai necessario ed obbligatorio il ricorso alla raccolta differenziata dei rifiuti urbani. In questo senso il Testo Unico Ambientale (D.lgs. 152/2006) ritiene la raccolta differenziata una pratica dovuta dai comuni, tanto in ragione della fissazione di percentuali minime come obiettivo a scadenza temporale (art.205), quanto all’obbligo di istituire una raccolta separata degli imballaggi (art.222).  il D.lgs. 152/2006 detta i principi generali di gestione e smaltimento dei rifiuti:

  • Promuovere la prevenzione e riduzione della produzione dei rifiuti;
  • Promuovere ed attuare le raccolte differenziate dei rifiuti urbani;
  • Incentivare le forme di reimpiego, riciclo e di recupero dei materiali.

La normativa regionale (L.R. 27/98 art.6 comma 1 lettera a) ritiene che sia compito dei singoli comuni quello di “assicurare la raccolta differenziata”, prevedendo all’art. 13 l’attivazione di poteri sostitutivi da parte della Giunta Regionale “nel caso di mancato esercizio delle funzioni delegate ovvero di esercizio in violazione delle leggi, degli indirizzi e delle direttive regionali”. La regione recepisce gli obblighi nazionali in materia di gestione di rifiuti urbani (Piano Regionale di gestione Rifiuti approvato con D.C.R.  n. 14 del 18 gennaio 2012) individuando i criteri di calcolo e certificazione percentuale (D.G.R. n. 310/09 modificato con D.G.R n. 375/10) e le regole per incentivi e finanziamenti (D.G.R. n. 296/08). La D.G.R. 375/10 cita testualmente “il ricorso alla raccolta differenziata dei rifiuti urbani, su base territoriale locale, ha carattere obbligatorio, organizzato con appositi Regolamenti, adottati a termine di Statuto”.

La Regione Lazio fa riferimento al criterio di calcolo della percentuale di raccolta differenziata di cui al D.G.R. 375/2010 (Revisione del metodo standardizzato di certificazione della percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti urbani, di cui alla D.G.R. 310/2009), redatto con l’obiettivo di:

  • accelerare l’adozione della raccolta differenziata da parte dei comuni laziali;
  • progettare, sviluppare e consolidare i flussi di dati attendibili e confrontabili nel tempo;
  • organizzare la pianificazione settoriale sulla gestione dei rifiuti nel territorio regionale.

Le procedure di raccolta differenziata che vanno dall’informazione capillare fino al ritiro del rifiuto porta a porta devono trovare una corrispondente pianificazione e controllo nonché una attenta analisi politica ed industriale asl fine di potenziare le filiere di riferimento il cui compito è quello di attuare una effettiva ed efficace valorizzazione dei materiali raccolti.

L’art. 195 del D.lgs. 152/2006 e le sue successive modifiche è destinato ad incidere profondamente sui modelli di raccolta dei rifiuti urbani attraverso disposizioni che riflettono le nuove esigenze di salvaguardia ambientale. Nello specifico l’art. in questione afferma:

  • il sistema dei cassonetti stradali è ormai fuoriluogo in quanto è impossibile da controllare e quindi ricettacolo di rifiuti di ogni genere provenienti anche da superfici esenti da tariffazione;
  • il modello di raccolta porta a porta è la soluzione sostenibile.

La gestione dei rifiuti costituisce una attività di pubblico interesse ed in questo senso i rifiuti devono essere recuperati e smaltiti senza causare pericolo per la salute dell’uomo o pregiudizio e danno per l’ambiente. I regolamenti in materia di igiene sanitaria in occasione del ritiro e smaltimento dei rifiuti devono prevedere disposizioni per:

  • assicurare la tutela igienico-sanitaria e la protezione ambientale;
  • garantire oltre al recupero del rifiuto, una distinta gestione delle diverse frazioni dei rifiuti;
  • garantire una diversa ed adeguata gestione dei rifiuti urbani pericolosi;
  • ottimizzare le forme di conferimento, raccolta e trasporto dei rifiuti di imballaggio;
  • disciplinare la pesata dei rifiuti urbani prima di inviarli al recupero e smaltimento.

Il D.M. dell’8 aprile 2008, con le modifiche apportate dal D.M. 13 maggio 2009, sottopone i comuni all’obbligo di individuazione di centri di raccolta, ossia aree allestite in conformità a specifiche caratteristiche strutturali  e gestionali e destinate al conferimento differenziato. La titolarità dei centri di raccolta è posta a capo di un Ente pubblico (comune,consorzio di comuni, ente che svolge il servizio consorziato di raccolta) che è tenuto ad indicare il soggetto gestore nonché il Responsabile del controllo ed il Responsabile tecnico. Il progetto di realizzazione dei centri di raccolta è approvato dal comune territorialmente competente.

Sicuramente è necessario attuare una efficace campagna di comunicazione al fine di incentivare una riduzione della quantità di rifiuti ed un incremento della raccolta differenziata. La strategia di comunicazione deve risultare innovativa e personalizzata prevedendo  interventi tipici delle campagne informative coinvolgendo tutti i target in cui è suddivisa la popolazione. E’ necessario attuare un servizio puntuale e preciso nella produzione e distribuzione dei materiali fornendo informazioni semplici e complete veicolando i diversi messaggi attraverso una forma grafica semplice ed immediata. Fondamentale è promuovere i vantaggi legati alla raccolta differenziata sia per i singoli cittadini sia per l’intera collettività. Una campagna di comunicazione efficace ed efficiente dovrà svilupparsi seguendo passaggi obbligatori e fondamentali quali:

  • analisi dello scenario di riferimento ( conoscenza del territorio-fabbisogni di informazione-modalità di trasmissione dei messaggi);
  • individuazione degli obiettivi da perseguire;
  • individuazione dei soggetti destinatari (cittadini singoli – famiglie-gruppi o associazioni – utenze non domestiche – soggetti istituzionali – media locali);
  • individuare cosa comunicare (contenuti);
  • decidere come comunicare (strategia);
  • analisi dei costi e previsione degli investimenti;
  • analisi dei tempi e identificazione del relativo cronoprogramma.

Nella speranza che i buoni propositi e le eclatanti iniziative riescano a produrre scelte e comportamenti efficienti ed efficaci attendiamo i prossimi sviluppi nel comune di Sora riguardo l’organizzazione e la gestione della nostra raccolta differenziata.

Laura Urbano

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