17 ottobre 2013 redazione@sora24.it
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La severa analisi di Futuriamo su Sora: “La coriacea Terra di Lavoro è diventata terra di conquista”

Sappiamo che le parole sono importanti e che il cambiamento (in peggio) di alcuni modi di dire può stimolare importanti cambianti nel costume e nella società. Pensate che oramai da qualche anno in giro per strada, nelle piazze, nei bar, si discute tra amici e familiari di questo territorio, il sorano, che si sta evolvendo via via verso il decadimento socio economico. E’ come se sulla carta toponomastica e sulla carta d’identità Sora fosse figlia di NN.

Stiamo perdendo l’identità e l’attaccamento alla nostra storia! Il territorio sorano, la coriacea Terra di Lavoro patria del valoroso console romano Attilio Regolo è diventata terra di nessuno anzi terra di conquista! Sora in questi ultimi giorni è stata privata in un battibaleno del tribunale, dopo che i “conquistatori” di questa provincia si sono pubblicamente spesi per la sua tutela, ricordiamo il senatore Scalia (avvocato) in luglio a Sora proclamare ai quattro venti il governo delle larghe intese impegnato alla sicura salvezza del tribunale.

Senza dimenticare altri illustri rappresentanti regionali che hanno utilizzato questo territorio per fare razzia di voti salvo poi sparire nuovamente nel nulla tanto da farci pensare di doverci rivolgere alla famosa trasmissione Rai “Chi l’ha visto”, …aggiungeremo noi “chi li conosce”. Purtroppo i sorani sia politici, associazioni, cittadini facenti parte del comprensorio anche se di diverse ideologie, dovevano far quadrato, riunirsi, dialogare e strategicamente insieme puntare sugli uomini elegibbili quali ad esempio candidati alle ultime regionali nelle persone di Tersigni, De Donatis e Forte (e ci scusiamo con altri non menzionati).

Questi ultimi autorevoli e competenti personaggi non sono stati eletti per una manciata di voti soprattutto Fabio Forte per soli 150. Abbiamo perso tutti, istituzioni, organismi, cittadini, e ora la speranza dopo l’ennesima cattiva notizia che ha investito la città, parliamo della cassa integrazione per 150 lavoratori della cartiera Burgo di Sora, non è niente altro che quella di barricarci a difesa dell’ospedale con l’auspicio che i “conquistatori” questa volta vengano disarcionati dei loro “cavalli” e delle loro “armi”.

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