domenica 24 marzo 2013

La tradizionale processione del Venerdì Santo a Sora guidata da mons. Lorenzo Chiarinelli

“La processione del Cristo Morto e dell’Addolorata, non è solo una pia tradizione, ma la più sentita espressione della fede di un popolo, che verso il Risorto cammina”. È questa la riflessione con cui il Preposto, mons. Bruno Antonellis ed il Priore dell’Arciconfraternita, Tommaso Evangelista,  invitano tutti a partecipare al significativo evento che avrà inizio dalla Chiesa di S. Spirito, venerdì, 29 marzo 2013, alle ore 20.00.

Come ogni anno il sacro rito sarà toccante e suggestivo e vi parteciperà un’enorme folla di cittadini, snodandosi tra le principali vie del centro storico. Ad essa, che sarà guidata dal vescovo emerito di Sora Aquino Pontecorvo, Mons. Lorenzo Chiarinelli, prendono parte tutte le confraternite cittadine, i sacerdoti, le religiose, i religiosi e  le autorità locali. La Banda Sinfonica Città di Sora accompagnerà il lento incedere del corteo con le struggenti note del canto sorano dedicato all’Addolorata, musicato dal Maestro Can. Luigi La Posta, con i versi del Can. Luigi Carnevale.

Anche questa volta, la processione è stata annunciata, sui muri della Città, con un manifesto particolare, curato dal maestro d’arte Gabriele Pescosolido. Il manifesto fa subito presa e rappresenta la Deposizione di Cristo, opera di Michelangelo Merisi da Caravaggio e si trova nella Pinacoteca Vaticana. Ma la peculiarità dell’opera d’arte, che in questa occasione desideriamo mettere in risalto, riguarda il particolare del personaggio che raffigura Nicodemo, che pare, abbia il volto del cardinale sorano Cesare Baronio. È il preside Luigi Gulia, presidente del Centro di Studi Sorani V. Patriarca, che ci illustra i particolari di questa eccezionale scoperta che pochi conoscono. «Fu una felice intuizione dello storico del Rinascimento Romeo De Maio quella di ravvisare nel Nicodemo della Deposizione del Caravaggio il volto, che a me pare affaticato e interrogante, di Cesare Baronio. «L’intuizione – afferma il preside Luigi Gulia – risale al 1985, quando pubblicammo il volume Baronio e l’arte, che raccoglie gli atti dell’omonimo convegno internazionale tenutosi a Sora l’anno precedente. Una ragione dell’accostamento è il dato storico della committenza, in contesto filippino, della grande tela destinata ad un altare della Chiesa Nuova, a Roma, nei primi anni del Seicento, quando ormai il cardinale sorano godeva di fama universale. Un’altra ragione allude alla costante onestà del Baronio di non piegare a meri fini apologetici il compito di investigatore della verità, che egli si prefiggeva guidato da autentiche esigenze filologiche. Ecco perché, in una più recente ed efficace sintesi, Romeo De Maio definisce il Nicodemo-Baronio della tela caravaggesca come colui che cerca la verità nella notte, nel contrasto tra le tenebre e la luce che irrompe rivelatrice di tratti e di sentimenti. Ed è per questo motivo, che nella copertina del recente volume Baronio e le sue fonti, Sora 2009, ho voluto riproporre il volto di Nicodemo-Baronio, quasi a sottolineare nuovamente quanto siano comparabili l’innovazione pittorica del Caravaggio, che usa la luce come disvelamento, e il rigore dell’indagine dello storico Baronio, severamente fondata sul discernimento filologico». Sora, Nicodemo-Baronio, Venerdì Santo, processione del Cristo morto e dell’Addolorata: la Città diviene, tutta, un  luogo di culto, di fede intensa e di composta emozione e preghiera.

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