sabato 1 febbraio 2014

“L’ALLEGRA BRIGATA” in scena il 2 Febbraio a Roselli con una commedia in dialetto sorano

Domenica 2 Febbraio presso il Teatro parrocchiale di Roselli a Casalvieri alle ore 17.30 andrà in scena LA SCHEDINA, commedia in due atti di Giovanni Amato, che vedrà protagonisti i componenti dell’Associazione Culturale Sorana “L’Allegra Brigata”. L’opera teatrale, scritta originariamente in lingua italiana, è stata trasposta in dialetto sorano da Federico Mantova, già regista della messinscena.

Una commedia divertente, che ci porta nella realtà di una famiglia come tante, la famiglia Precetti, composta dal capo di casa, Saverio, ex agricoltore in pensione, dalla moglie di questi, Concetta e dalla sorella zitella del capo di casa, Maria che devono “tirare avanti” di fronte al caro vita. La famiglia, devota a Sant’Antonio, prega ogni giorno affinché il santo possa suggerirgli una combinazione vincente per “fare tredici” al Totocalcio. D’altra parte, sono anni che Saverio tenta di vincere una schedina, anche con la complicità di un compare sordo, un certo Pasquale Calcio, ma con risultati non molto esaltanti. Da sfondo a questa vicenda, ci sono poi gli altri parenti (il fratello e le due cognate di Concetta) che bussano alla porta della famiglia Precetti solo quando sentono l’odore dei soldi… Ma alla fine, la famiglia di Saverio riuscirà a vincere l’agognata schedina? Chissà… Dunque, una commedia umoristica, ma che lascia spazio anche ad una sana riflessione. Di grandissima attualità la tematica della crisi economica, il vero “spauracchio” per avventurarsi nei sistemi della Sisal.

Gli interpreti, tutti rigorosamente over 60, sono pronti a replicare questa commedia che già li ha visti precedentemente impegnati a Sora. Uno degli interpreti ci ha dichiarato: “In fin dei conti è stato facile immedesimarsi nel contesto di questa storia poiché sono situazioni che viviamo tutti i giorni”. Il regista Mantova assicura: “E’ una commedia dove ci si diverte, e si diverte anche chi non conosce il dialetto sorano poiché la traduzione nel vernacolo locale, oltre ad avvicinare la storia alla realtà del nostro territorio, occorre, in realtà, per aumentare la dose di colore comico”.

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