martedì 29 luglio 2014

L’ALLEGRA BRIGATA rivaluta il dialetto sorano

La compagnia teatrale sorana “L’Allegra Brigata”, diretta da Federico Mantova, porta in scena mercoledì 30 luglio 2014 alle ore 21 presso piazza Mayer Ross una brillante commedia in due atti il cui titolo è tutto un programma “Che ‘na mano annanze e n’ata arrete” (Con una mano davanti e l’altra dietro).

Il titolo della commedia, infatti, è una tipica espressione con la quale, in genere, si suole indicare le condizioni miserevoli di una o più persone. Nella fattispecie, l’opera teatrale affronta, in chiave ironica, il dramma di una poverissima famiglia sorana, i Persicone, che – soffocata dalle richieste dei creditori – langue nella miseria più nera.

Il capo di casa, Franco Persicone (intrepretato da Giorgio Bonomo) è un calzolaio in via d’estinzione, ma crede di risolvere la grave situazione economica grazie all’aiuto di un suo zio carnale, un certo Virginio Persicone (impersonato da Remigio Tomolillo), il quale in una lettera si dice disposto a concedere con molto affetto “milioni milioni e milioni…” Appresa la notizia, Donata (Carolina Natalizio) e Gisella (Cadia Colucci), rispettivamente madre e figlia di Franco, iniziano a sognare una vita nel lusso più sfrenato e prese dall’euforia, accolgono in casa loro anche i loro compari Sandro (Vittorio Taglione) e Mariella (Giovanna Caschera), una coppia di coniugi nullatenenti. Un bel giorno, però, arriva a casa Persicone, un esattore di banca (Stefano Lucarelli), il quale è venuto per pignorare la casa. Improvvisamente, i milioni di zio Virginio si trasformeranno in debito… però c’è sempre un però che non sveliamo per non rovinare il finale. Altri interpreti della commedia saranno: Massimiliano Mancini (il panettiere) & Enzo La Posta (Un postino).

L’arredamento della scena è stato curato con perizia da Alessia La Posta & Carolina Natalizio, l’allestimento della scenografia è stato diretto da Enzo La Posta, mentre si occuperà della direzione di scena Aldo Di Stasio, il tutto condito dalla regia di Federico Mantova. Ci dice il regista: “Scopo della nostra messa inscena era di riportare in auge la lingua Sorana, da tempo dimenticata… e senza dubbio, affrontare, attraverso il filtro dell’umorismo, il dramma umano che oggi è all’ordine del giorno, non solo a Sora, ma nella maggior parte delle città italiane. Sicuramente, la famiglia Persicone, protagonista della storia, rappresenta la punta di diamante della povertà poiché saranno costretti a dividersi un uovo in cinque persone”.

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