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Le donne, i giornalisti e il punto G di Grillo (di Sacha Sirolli)

Non ho visto Report, ma stamani alla radio ho sentito Pippo Baudo, ospite da Chiambretti, che ha sottolineato come le 50 case di Antonio Di Pietro abbiano danneggiato l’immagine dell’Idv in Sicilia, dove alle regionali si è registrato un clamoroso flop dei dipietristi, a cui ha fatto da contraltare il boom dei grillini. Curioso che ora sia proprio Beppe Grillo a cercare di recuperare Di Pietro lanciandolo come futuro presidente della Repubblica. Ma anche per Grillo, nonostante l’exploit in Sicilia dove il M5S è diventato il primo partito, non sono tutte rose e fiori. La colpa? Dei giornalisti e delle donne. Leggo infatti sul web che “assediata dai giornalisti, Federica Salsi del Movimento 5 Stelle sceglie Affaritaliani.it per parlare dopo le invettive di Beppe Grillo. La sua presenza al programma Rai Ballarò ha suscitato l’ira del comico genovese, che in un post sul suo blog l’ha attaccata con allusioni maschiliste, “roba da Medioevo”, commenta. La consigliera comunale ascesa alle cronache nazionali racconta a 360 gradi le incongruenze di Grillo. E sull’appoggio del comico a Di Pietro commenta: “Ma avete visto Report? Mi sento tradita”. E rivela perché gli attivisti non possono andare in tv e quale sia la selezione dei candidati”.

Faccio solo questa semplice considerazione: il punto G di Grillo assomiglia pericolosamente alla nipote di Mubarak in quanto, se uno vuole andare in televisione, deve essere libero di farlo. Se qualcuno vuole fare un’intervista ai giornali pure. E non può aspettare prima di chiedere il permesso al capo. Grillo, se mai l’ha fatti, lasci stare vademecum e dictat da setta medievale perché stridono con i principi del suo movimento. Da quanto ho capito quest’ultimi, infatti, mettono al centro della politica il cittadino e la cittadina comune, in tutta la sua spontaneità, anche espressiva.

Il direttore responsabile di Sora24 – SACHA SIROLLI

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