venerdì 21 febbraio 2014

Lettera aperta di Enzo Di Stefano al sindaco Tersigni: “Il futuro di Sora non può più aspettare”

«Egregio Sindaco, mai come in questo momento di crisi economica ed istituzionale, il destino di Sora sembra a serio rischio. Credo, ed i fatti lo stanno purtroppo confermando, che la nostra Città si sia ormai cacciata in un pericoloso cono d’ombra che rischia di generare il definitivo isolamento di questo territorio. Va detto con chiarezza e coraggio: i segnali che ci arrivano dalla provincia e dalla regione non sono confortanti. Non c’è traccia, almeno per il momento, di un progetto ‘superiore’ che dimostri di credere nelle nostre potenzialità, di credere nella nostra effettiva volontà di tornare a contare.

Lei, sorano come me, sa perfettamente che ciò è profondamente ingiusto e che Sora, con la sua gente, può contare ancora oggi su un tesoro inespresso che, se valorizzato adeguatamente, potrebbe fare la fortuna di tutto il territorio e non solo. Alla luce di questa realtà purtroppo incontrovertibile, è arrivato il momento di agire, essendo di fronte ad un bivio tra la rinascita ed il definitivo fallimento. Per fare questo, però, è necessario lavorare con tutta la Città, a prescindere dalle divisioni e dalle differenti idee amministrative. Si deve essere in grado di dare una spinta, un segnale ottimistico a questo territorio, attraverso la predisposizione di almeno un progetto comune per la Città. Una proposta seria, con contenuti semplici e realizzabili, che si potrebbe pianificare e condurre in porto nell’esclusivo interesse dei sorani tutti e del territorio.

Credo sarà d’accordo, signor sindaco, nel ritenere che il futuro di Sora non può più aspettare. In questo senso, deve maturare la convinzione che possiamo contare soltanto sulle nostre forze per scongiurare il pericolo del baratro. Le idee e le iniziative da poter progettare sono molte e si muovono in diverse direzioni: sarebbe importante, in questo senso, entrare nel dettaglio attraverso appositi incontri e capire come muoversi.
Sono certo che tutte le componenti (amministrative e non) della Città sono pronte ad offrire un contributo in termini di esperienza per questo percorso comune, sempre nel rispetto dei ruoli e nella giusta consapevolezza che Lei è il responsabile dell’amministrazione della Città, così come scaturito dalla urne elettorali, e che solo a Lei spetta questa scelta. Il mio auspicio è di non aver urtato, con queste poche righe, la sensibilità di alcuno e che si possa davvero ragionare su un nuovo inizio, in base ad una seria condivisione progettuale.»

Enzo Di Stefano

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