martedì 5 maggio 2015

Lettera aperta di Maurizio D’Andria al Sindaco di Sora

Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera aperta indirizzata da Maurizio D’Andria, Coordinatore Class Action per 102 firmatari, al sindaco di Sora, dott. Ernesto Tersigni.

«Egregio Signor Sindaco di Sora, dott. Ernesto Tersigni. Come avrà notato, noi 102 cittadini sorani ricorrenti al Tribunale di Cassino con la Class Action (ex art. 700 c.p.c.) avverso la soc. Burgo SpA, la Regione Lazio, la Provincia di Frosinone e il Comune di Sora per l’inquinamento dell’aria di Sora, particolarmente per le nanopolveri PM2,5, non abbiamo mai inteso “accusare” il Comune di Sora di inquinamento dell’aria (in capo all’industria in questione) quanto invece rimarcare la sostanziale accondiscendenza amministrativa e inerzia ispettiva degli enti chiamati in giudizio.

Sappiamo che non è stato lei a rilasciare le licenze edilizie richieste, come sappiamo che comunque, anche lei (come forse tanti) le avrebbe rilasciate per una generica opportunità. Oggi però la causa è in corso e volente o nolente, andrà a buon fine. Lei oggi in qualità di Sindaco si trova paradossalmente a vestire i panni di “avversario” dei suoi stessi concittadini che con l’azione civile intendono individuare ed eliminare una pericolosissima fonte di inquinamento dell’aria della sua città, causa di numerose malattie cardio respiratorie e tumorali, in genere mortali sia nel breve periodo (ictus, infarti) quanto nel medio lungo periodo (cancro e tumori), con influenze molto negative anche sullo sviluppo polmonare e cognitivo dei bambini di tenera età, dei malati e di tutti quanti i residenti sorani.

Aria che tanto lei quanto i suoi 26.500 cittadini/e respirano quotidianamente, cosa che credo non le faccia certamente piacere bensì dispiacere. Sarà chiaro oggi che nessuno e sottolineo nessuno vuole far chiudere la Cartiera del Sole quanto invece eventualmente, farle adottare gli opportuni sistemi di abbattimento delle sostanze inquinanti che producono il PM2,5, pure dovuti per legge e pure di costo accessibile alla stessa società (una multinazionale della carta e dell’energia), anche in virtù dei ricavi sostanziosi derivanti dalla vendita di energia elettrica prodotta dalla turbogas di cui si discute. Sappiamo già che la società è disponibile ad effettuare gli interventi richiesti (perchè capisce fino a che punto tirare la corda) ed attende solo un segnale in tal senso. Segnali che però continuano ad essere di segno opposto.

Mi perdonerà se le mie parole non sono “alte” al punto di commuoverla ma vorrei comunque rappresentarle che sarebbe cosa buona e giusta che lei, avendo già emanato una ordinanza emergenziale per l’inquinamento dell’aria di Sora, dandovi seguito, si rapportasse positivamente con i suoi concittadini al punto di rappresentarli (come nel matrimonio) in salute e nella malattia. Se i cittadini, nel nostro caso 102 firmatari ma molti di più gli affini, le rappresentano un problema grave di salubrità dell’aria e dunque di igiene pubblica (peraltro già accertata dai monitoraggi svolti da ARPA LAZIO) cosa che richiama direttamente la sua funzione, lei non può non farsene carico.

Giusta o sbagliato che sia lo strumento utilizzato, lei avrebbe comunque il dovere morale e istituzionale di andare a vedere chiaramente se le questioni sollevate trovano una fondatezza o viceversa ne risultano completamente prive. Voglio dire, lei dovrebbe essere comunque interessato ad affiancare l’indagine del Tribunale di Cassino e a ben vedere, essere contento che questa patata bollente la stiano sbucciando altri in sua vece e pertanto, dovrebbe (a ben vedere) piuttosto appoggiare le richieste di salubrità dell’aria che noi 102 abbiamo mosso alla Cartiera del Sole – Burgo SpA di Sora. Come detto, non c’è da iniziare una azione …. bensì da portarla a compimento nel migliore dei modi. A mio avviso, tale “migliore dei modi” esula dalla posizione del Comune in seno al giudizio in corso e riguarda invece l’azione del Comune e del Sindaco rispetto alle esigenze dei suoi concittadini in materia di salubrità dell’aria che respiriamo e dunque di protezione civile.

E’ perciò un suo diritto /dovere (e dell’ente Comune di Sora) sapere se è effettivamente la Cartiera del Sole che inquina l’aria da nanopolveri PM2,5 oppure no. Noi 102 e credo anche il 99% dei cittadini di Sora, riteniamo che un suo intervento di sostegno all’indagine conoscitiva che sta attuando il Tribunale di Cassino a mezzo del Giudice Sordi sia quanto meno doverosa ed opportuna. Noi cittadini non siamo un avversario politico da ostacolare e mettere in minoranza. Non è di politica che stiamo parlando bensì di tutela della salute pubblica dei suoi concittadini. Noi non la consideriamo un avversario politico.

Non siamo andati in tribunale per farle un dispetto ne per animosità politica ma solo per tutela della salute pubblica. Voglia perciò considerare l’opportunità di assecondare questa richiesta di sostegno morale e finanziario che i suoi 102 concittadini le inoltrano a mezzo di questa lettera. Stia non contro ne da una parte ma con ed insieme ai cittadini di Sora nella richiesta di indagine conoscitiva sulle cause di inquinamento dell’aria di Sora da PM2,5 e faccia deliberare in Consiglio Comunale (o altra fonte) una congrua somma di denaro (pubblico) per effettuare i migliori monitoraggi del sito industriale in questione come già programmati dal Giudice Sordi, al fine di escludere o di confermare la fonte dell’inquinamento atmosferico che lei ha già rimarcato con sua passata ordinanza.

Non faccia come Pilato, non se ne lavi le mani ma agisca con una opportuna azione, con una deliberazione, per un finanziamento per fini di indagine sulla salubrità dell’aria di Sora. Pensi alla salute dei sorani e lo faccia pur stando dalla parte dei resistenti in giudizio. Non c’è contraddizione in ciò. Stia da tutte e due le parti, in primis, dalla parte dei cittadini. Questo si che sarebbe un messaggio politico importante oltre che, esercitare il suo diritto/dovere di tutelare la salute pubblica dei suoi amministrati. Faccia stanziare un fondo per la copertura dei costi di indagine in corso. Questo lo può ben fare. Questo significherebbe avere coscienza del problema e rispetto dei suoi concittadini».

Maurizio D’Andria
Coordinatore Class Action per 102 firmatari

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