5 anni fa

L’INTERVISTA – Luigi Pede (Rifondazione Comunista) a Sora24: “L’Ospedale? Chi lotta può anche perdere; chi non lotta ha già perso”

Il Segretario di Rifondazione Comunista sez. Sora, Luigi Pede, ci ha fatto visita in redazione per parlare della grave situazione che riguarda l’Ospedale SS.Trinità di Sora, sul quale purtroppo pende nuovamente la scure dei tagli.

Luigi Pede, che idea si è fatto dell’attuale situazione dell’ospedale SS.Trinità?
Credo che questa sia una partita che andrà giocata su due tavoli: per prima cosa i nostri rappresentanti istituzionali devono portare le nostre istanze nei luoghi opportuni. Se ciò non basterà noi cittadini dovremo unirci in un comitato di lotta più o meno come quello che fu costituito a Pontecorvo per il “Del Prete”. Tutto ciò, purtroppo, non bastò perché l’ospedale venne chiuso lo stesso; d’altro canto, però, Che Guevara affermava: “Chi lotta può anche perdere; chi non lotta ha già perso”.

Quanto la situazione politica nazionale influenza la nostra?
Molto. Il Governo Monti è a mio parere un esecutivo caratterizzato da un taglio impopolare. Si preferisce colpire la popolazione, in questo caso il nostro territorio, piuttosto che affondare il colpo nei veri sprechi della Sanità: consulenze e stipendi d’oro, appalti ecc.

Soluzione?
Lottare contro questa ingiustizia.

Come esponente di Rifondazione, ossia un partito abituato alla lotta per il popolo e con il popolo, come organizzerebbe una protesta sicuramente pacifica ma al tempo stesso incisiva per salvare l’Ospedale?
Ogni cittadino deve sentirsi parte di questa battaglia. Restare al bar o in casa a lamentarsi per la chiusura dell’ospedale non serve a nulla. Bisogna raccogliersi in assemblee, strutturarsi. Successivamente bisognerà fare una lotta dura, non certamente violenta ma comunque decisa, arrivando anche a Roma se necessario. Torno a ripetere, però, che ogni cittadino deve essere parte attiva nella difesa di un diritto sacrosanto: la Sanità Pubblica. Una Democrazia cammina su due gambe: istruzione e sanità. Se manca una delle due…non so se rendo l’idea.

Certamente. In caso di risultato positivo, ossia di salvezza per il nostro ospedale, come fare per evitare che si tratti dell’ennesima temporanea boccata d’ossigeno prima di un nuovo attacco?
Eleggendo un governo spiccatamente di sinistra alle prossime elezioni.

La deriva antisociale che si è diffusa in questi ultimi anni in Italia dipende anche dalla esclusione di Rifondazione dal Parlamento?
Soprattutto. Negli ultimi venti anni la ricchezza si è spostata dal reddito alla rendita. Dietro queste manovre c’è la politica. Basti pensare agli attacchi ai lavoratori, soprattutto all’Articolo 18. Se Rifondazione fosse stata in Parlamento credo che sarebbe stato più difficile arrivare a queste ingiustizie. Purtroppo negli anni berlusconiani c’è stata una demonizzazione del “comunista”, visto esclusivamente come un estremista, parallelamente ad alcuni errori commessi dal partito che hanno portato alla catastrofe elettorale del 2008.

Lorenzo Mascolo – Sora24

 

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