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Lo sfogo del Dott. Donato Tocci: «Al vertice piramidale delle esigenze del cittadino ci devono essere i servizi e non gli avvenimenti di facciata»

L'essere legati ad una “omogeneità parziale” concede una falsa realtà.

Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera a firma del Dott. Donato Tocci.

«La nascita dell’esigenza di estinguere due debiti, uno nei confronti di me stesso come uomo e come professionista, ed uno nei confronti dei bambini e degli adolescenti di Sora, unitamente ai loro genitori ed ai loro insegnanti, in modo molto particolare alle docenti della Scuola Media Facchini.

Vorrei premettere che svolgo da 35 anni l’attività professionale, in parte dedicati alla psicoterapia ed in parte alla psicologia scolastica. Ancora più specificamente, gli ultimi cinque anni spesi con vigore e non senza ottenere lusinghieri risultati presso la Scuola Media Facchini, dove, attraverso un lavoro sinergico tra dirigente, docenti, genitori e allievi, ho portato avanti spesso con fatica un rapporto costruttivo, soprattutto con i bambini, che possono testimoniare queste dichiarazioni.

Ma veniamo al dunque: nei primi tre anni di questo suddetto periodo sono stato remunerato con “elargizioni” di qualche ente che non considerava alcuna proporzione tra le ore effettuate, la qualità del mio lavoro ed i giusti compensi; ma almeno, coprivano (si fa per dire!) le spese delle mie attività. Negli ultimi due anni scolastici, nonostante le reiterate richieste da parte delle docenti della “Facchini”, effettuate presso il Comune di Sora per ottenere finanziamenti al fine di continuare un servizio già attivo da anni e richiesto dai ragazzi e dai loro genitori, il Comune stesso ha, con elegante “violenza”, semplicemente ignorato il problema, dichiarando sempre che “non ci sono soldi”.

Io consiglierei a coloro che governano questa città che non devono sentire esclusivamente lo Psicologo Donato Tocci, ma di provare ad ascoltare una ragazzo/a oppure un genitore qualsiasi che giornalmente ascolto nella Facchini. Io sono convinto che i soldi vengano spesi, ad esempio per le opere pubbliche, ma se si dovessero giudicare i governi per questo motivo, allora dovremmo riesumare tutti i regimi dittatoriali di ogni tempo per le loro innumerevoli e monumentali opere.

Comunque ricorderei ai miei lettori che alcuni membri dell’amministrazione mi hanno suggerito di rendere pubblica la questione, affinché tutti vengano messi al corrente della politica economica di questa città. Io sono convinto che la nostra città non sia “integrata” e questo genera una “omogeneità parziale” del tessuto sociale, la solidarietà è frammentata, piena di conflitti, anche la dove si pensa non vi siano.

La presente dichiarazione non è un atto autoreferenziale di riscatto della mia persona, ma soprattutto una testimonianza dello stato di disagio dei nostri ragazzi, dei loro genitori e degli insegnanti che mi chiedono il perché di tale situazione. Chi ha la responsabilità della cosa pubblica non può ignorare, come sta facendo, che al vertice piramidale delle esigenze dei cittadini ci debbano essere i servizi e non gli avvenimenti di facciata. Aggiungo per concludere di essere a completa disposizione per qualsiasi chiarimento pubblico a riguardo di tale questione».

Dott. Donato Tocci

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