mercoledì 5 dicembre 2012

Lo Stato autorizza mille nuovi siti di gioco online. Gli italiani spendono quasi due stipendi per giocare

Il fatto che lo Stato abbia autorizzato, come riportato su ilsole24ore.com, l’apertura di mille nuovi siti di gioco on-line (videopoker, texas holdem e tutto il resto) è un fatto in profonda contraddizione con la volontà di risanare i conti e soprattutto aiutare le famiglie ad uscire dalla crisi. Anche i bambini di pochi mesi sanno che non si costruiscono capitali con il gioco d’azzardo, né si può sperare di risolvere i propri problemi con una potenziale vincita che si trasforma in realtà solo in casi sporadici. Eppure, ciononostante, il gioco continua a diffondersi a macchia d’olio, come tra l’altro è normale che sia in Paesi tipo il nostro, angosciati dall’incubo recessione.

Sempre Il Sole (Leggi) afferma che in Italia oramai c’è una slot ogni 150 abitanti, aggiungendo che ogni italiano spende in media il 13,5% del suo reddito in gioco d’azzardo. Se pensate che il sottoscritto, così come milioni di connazionali, compra un gratta e vinci all’anno, fatevi due conti e scoprirete quanti euro bruciano le famiglie, costrette poi a tagliare su alimenti, vestiario ecc; una catena di S.Antonio che si chiude inevitabilmente nell’ambito dei consumi, perché i soldi gentilmente versati nelle “pance” delle slot o su internet vengono tolti a supermercati, bar, pizzerie, negozi vari, ecc., con inevitabili ripercussioni sull’occupazione. Non solo: a quanto pare il denaro per giocare ci sono sempre, mentre quello per pagare luce, acqua, gas, assicurazione ecc. manca sempre più frequentemente. Per non parlare dell’influenza malavitosa, con ben 41 clan, come riportato dal Sole, entrati di prepotenza nel gioco d’azzardo. Tirando le somme, insomma, si riscontra che con il gioco guadagnano l’Erario (ossia lo Stato) e la malavita, mentre il giocatore nella maggior parte dei casi rovina se stesso e la sua famiglia.

Lorenzo Mascolo – Sora24

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