24 gennaio 2015 redazione@sora24.it
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L’opposizione spiega i motivi delle dimissioni di massa: «Tersigni salvi il salvabile e si dimetta. Ora!»

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato a firma di tutta l’opposizione consiliare del Comune di Sora.

«Autoreferenzialità esasperata in tutte le scelte e le azioni politico amministrative; mancanza assoluta di confronto democratico con le opposizioni; dichiarazioni e comportamenti, in Giunta e in Consiglio Comunale, costantemente in bilico sul crinale del lecito illecito, legittimo illegittimo, legale illegale; irriverenza spudorata nei confronti della volontà popolare calpestata attraverso il ripetuto ricorso a maggioranze numeriche variabili e di convenienza, nonché ad operazioni pseudoregolamentari finalizzate a far fuori quanti, fra i banchi della minoranza, non sono in linea con i dettami della maggioranza; ripetuti ed acclarati casi di conflitto d’interesse da parte di membri della Giunta e della maggioranza in Consiglio Comunale.

Sono queste, in estrema sintesi, le ragioni fondamentali che rendono ormai impossibile il regolare prosieguo dell’Amministrazione Tersigni ed il suo approdo alla scadenza naturale del 2016; nonché la scelta tanto sofferta ma altrettanto ponderata e valutata in tutte le sue conseguenze e circostanze di rassegnare le dimissioni dal ruolo e dalla funzione di consigliere comunale e a protocollarle formalmente in Comune nel momento in cui si verifichino tutte le condizioni necessarie e sufficienti per mettere la parola fine a questa triste e nefanda esperienza amministrativa.

Ad un mese esatto dall’ultimo Consiglio Comunale, durante il quale il Sindaco, con la delicatezza istituzionale che lo contraddistingue, dichiarò che fra i banchi dell’opposizione siede illegittimamente un consigliere comunale, non abbiamo ancora avuto risposta alla nostra richiesta di dire con chiarezza il nome di questo presunto consigliere comunale illegittimo.

Trattasi di una notizia criminis alla quale obbligatoriamente la fonte della medesima, vale a dire il Sindaco, ha l’obbligo giuridico penale di dare seguito con una precisa denuncia se non vuole incorrere egli stesso in un reato di omissione in atti d’ufficio o, peggio ancora, di “complicità”.

Noi, consiglieri d’opposizione, un’idea di chi possa sedere inopportunamente e financo illegittimamente in Consiglio comunale ce l’abbiamo e, sommessamente, la prospettiamo al Sindaco, al Consiglio Comunale medesimo e all’intera città.

Riteniamo infatti che il consigliere comunale Valter Tersigni, fratello del Sindaco medesimo, continui a sedere in Consiglio comunale inopportunamente per aver votato una delibera (di conferimento dell’incarico di revisore contabile nell’allora Ambiente Spa al proprio socio professionale) in palese ed acclarato conflitto di interesse. Lo stesso Sindaco, in quell’occasione, votò favorevolmente quell’atto consiliare violando l’obbligo di astensione nel caso di discussione e approvazione di delibere concernenti interessi riferiti a parenti fino al quarto grado.

Tutto questo in assoluta distonia rispetto a quel Codice Etico, recentemente approvato all’unanimità dal Consiglio comunale, e con riferimento al quale chiediamo una precisa presa di posizione netta e coraggiosa al consigliere Enzo Petricca, sostenitore tenace ed indefesso della sua redazione ed approvazione.

Riteniamo, inoltre, che quanto meno sul piano etico, non sia opportuno che il consigliere comunale Salvatore Meglio continui ad occupare i banchi consiliari, avendo con la sua compagnia assicurativa partecipato ad un bando di gara della Società Ambiente del nostro Comune, aggiudicandoselo, per la stipula di contratti assicurativi sui mezzi della società medesima.

Riteniamo che i consiglieri Elvio Meglio e Celso Costantini debbano prendere in seria considerazione di dimettersi dal Consiglio comunale dopo la farsa delle firme (è la mia, no è la tua!) apposte sulle convocazioni della II Commissione Consiliare Ordinaria Permanente.

Il consigliere comunale Costantini, peraltro, dopo l’increscioso episodio dell’incarico professionale affidato al figlio, avrebbe potuto riscattarsi impedendo che il sindaco di Sora votasse a favore di un altro incarico per l’altro figlio in seno all’Aipes.

Ancora, sempre ad un mese da quel Consiglio, non è dato saper e a noi e all’intera città, quali sono i reati penali denunciati dall’Ardis alla Procura di Cassino in merito ai lavori sul fiume Liri e, soprattutto, se i lavori eseguiti fino ad ora non creino problemi o pericoli sulla tenuta del fiume medesimo in caso di forti piogge o alluvioni.

Non abbiamo più notizie sugli sviluppi dell’AFFAIRE Aros (ex Tomassi). Non sappiamo se la Gosaf, società vincitrice del bando per la riscossione dei tributi, abbia ripreso regolarmente i pagamenti degli stipendi ai giovani dipendenti sorani (pagamenti sospesi da molte settimane, stante le voci raccolte da parte di alcuni dipendenti medesimi). Non sappiamo a che punto sono gli appalti (economicamente importanti e consistenti) relativi alla pubblica illuminazione e alla pubbliche affissioni pubblicitarie. Non ci spiegano perché tolgono strutture e servizi sanitari nella nostra città per trasferirli altrove; a tale ultimo proposito, è quanto meno sospetta l’azione tardiva del sindaco Tersigni che, prima approva il nuovo Atto aziendale sanitario, poi non muove un dito per impedire questo scellerato trasferimento di strutture e servizi, ed infine si finge ancora una volta Masaniello a capo di dubbiosi sindaci del comprensorio contro i vertici sanitari provinciali. Non abbiamo informazioni chiare e certe sulle gestioni dei vecchi e dei nuovi impianti sportivi attorno alle quali aleggiano troppi dubbi e scarsissima trasparenza. E potremmo proseguire ancora.

Tutto questo, quindi, non è sufficiente per chiudere opportunamente in via anticipata l’esperienza Tersigni?

Tutto questo, quindi, non è sufficiente affinché il Sindaco, per dare una svolta alla sua carriera politica e soprattutto alla vita della nostra città, pronunci due semplici parole, vale a dire “mi dimetto”?»

I consiglieri comunali Massimo Ascione, Fausto Baratta, Roberto De Donatis, Lino Caschera, Antonio Farina, Giacomo Iula, Antonio Lecce, Alessandro Mosticone.

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