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L’ordinazione diaconale di Giuseppe Basile e di Lorenzo Vallone

“Andate e testimoniate il diaconato che questa sera avete ricevuto”. Ecco, in sintesi, le parole  di saluto  dell’arcivescovo, mons. Filippo Iannone, a Giuseppe Basile ed a Lorenzo Vallone, al termine  del rito  tenutosi domenica scorsa nella Cattedrale di S. Maria Assunta a Sora. È stata una cerimonia emozionante, toccante e partecipata. Mons. Filippo Iannone ha presieduto la Concelebrazione, imponendo le mani sui due candidati, in una chiesa gremita. C’erano i familiari commossi, i conoscenti e gli amici dei due seminaristi. Questi, dopo la processione d’ingresso, sono stati presentati all’Amministratore Apostolico, dal vicario generale, mons. Antonio Lecce. Il diaconato: un’altra  tappa importante nel  cammino di Giuseppe e di Lorenzo verso il sacerdozio. Provenienti da due diverse esperienze, hanno confermato, con  decisione, la loro adesione convinta ed il  loro “eccomi”, attraverso un profondo  percorso  di fede e di studio. “I diaconi sono stati istituiti per servire, per esercitare la carità nella comunità cristiana, ma anche per annunciare il Vangelo e proporre Cristo”, ha detto mons. Filippo Iannone durante l’omelia. Giuseppe Basile  e Lorenzo Vallone  ora, sostenuti dalla grazia sacramentale del ministero della liturgia, della predicazione e della carità, serviranno il popolo di Dio, in comunione con il vescovo di Sora Aquino Pontecorvo ed il suo presbiterio. Potranno  distribuire l’Eucarestia,  assistere e benedire le nozze, portare il viatico ai moribondi, proclamare la Sacra Scrittura per istruire i fedeli, presiedere il culto e alla preghiera dei fedeli, amministrare alcuni sacramenti e dirigere il rito funebre. Tutta la cerimonia di consacrazione si è svolta secondo un protocollo semplice. Ma una speciale solennità é emersa ugualmente per l’insieme di tanti piccoli gesti e di numerose, spontanee e  significative presenze, in un clima di intensa condivisione. Non sono voluti mancare, qui a Sora, per questa occasione, padre Nicola Albanesi, Provinciale vincenziano di Roma; padre Casimiro Stelmach, vice rettore del Collegio “Alberoni” di Piacenza con alcuni seminaristi; don Stefano Grilli a capo di un pullman di  parrocchiani di S. Giorgio Piacentino; mons. Natale Loda, della Pontificia Università Lateranense, con alcuni seminaristi del Collegio Greco di Roma; don Marco Ilari, vice rettore del Seminario di Anagni; don Gianni Buccitti, della diocesi di Frosinone; il sacerdote salesiano, don Venanzio. Naturalmente  presenti tutti i sacerdoti di Sora, molti amici di Giuseppe e di Lorenzo provenienti da Piacenza,  Sora, Vercelli, Cosenza,  S. Donato V. C., Posta Fibreno, compresi quelli di Palermo, Roma, Napoli, Reggio Emilia e Teramo conosciuti durante le “GMG”; gruppi parrocchiali di Arce, di Piacenza, della comunità calabrese residente a Sora; rappresentanti della comunità del Divino Amore, di Valleradice, della Cattedrale, di S. Restituta; la presidenza diocesana di AC, l’Ufficio Diocesano delle Vocazioni, con don Silvano Casciotti; i membri della pastorale diocesana giovanile con mons. Giandomenico Valente e le molteplici articolazioni diocesane. Il cerimoniale è stato coordinato da mons. Alfredo Di Stefano, mentre la Celebrazione Eucaristica è stata animata dal Coro Polifonico della Cattedrale e dalla Corale “Armonie di Valleradice” ,  sotto la direzione dal maestro Alessandro Alonzi, con le voci soliste di Valentino Marzano, Pierluigi Di Cicco, Marilena Vozza e Martina Parravano; il servizio  all’organo è stato del  maestro Mario Mancini. Il libretto, per seguire le varie fasi della ordinazione diaconale,  è stato preparato dall’Ufficio Liturgico Diocesano e curato dal grafico e maestro d’arte, Gabriele Pescosolido. Su tutto e su tutti, all’interno della Cattedrale sorana, ha dominato l’icona centrale del  Crocifisso del XVI secolo, illuminato da luci  tenui e soffuse, in un’atmosfera di  serenità, di gioia e di compartecipazione. Terminata la cerimonia un groviglio di mani e di abbracci hanno stretto Giuseppe Basile e Lorenzo Vallone. Una generale prova di amicizia, di simpatia e di affettuosa cordialità. È seguito, nel salone del seminario, un altro momento di  fraternità. Qui i due nuovi diaconi hanno continuato a salutare la marea di amici e conoscenti. Entrambi i diaconi,  senz’altro stanchi ma visibilmente soddisfatti, erano pienamente convinti  di aver scelto, vissuto e condiviso l’inizio di un  segmento importante ed esaltante della propria vita cristiana, al servizio della Chiesa di Sora Aquino Pontecorvo.

Gianni Fabrizio

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