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Loreto Marcelli, Regione: «Tumori metastatici, cosa sta facendo la Giunta?»

«La pandemia in corso – ha continuato Marcelli - negli ultimi mesi ha costretto il Servizio Sanitario a concentrare tutte le su energie nel contrasto al virus e nell’assistenza ai malati di Covid-19, provocando inevitabili ritardi nell’erogazione delle cure ai pazienti oncologici».

“Sono ancora tante le barriere inaccettabili verso i pazienti affetti da tumori metastatici che sembrano non avere gli stessi diritti degli altri, mentre una presa in carico degli stessi da parte di team multidisciplinari, con percorsi specifici e nuove strategie li porrebbe in condizione di vivere più a lungo e con una migliore qualità di vita”.

Lo ha dichiarato , primo firmatario dell’interrogazione a risposta scritta, sottoscritta da tutto il Gruppo M5S alla Regione Lazio, per chiedere alla Giunta se una strategia dedicata ai percorsi per tumori metastatici rientri tra gli obiettivi prioritari dell’esecutivo e se siano stati previsti dei Percorsi diagnostico-terapeutici, in particolare per il tumore metastatico al seno, da condividere con i Centri de Senologia presenti sul territorio regionale.

“La pandemia in corso – ha continuato Marcelli – negli ultimi mesi ha costretto il Servizio Sanitario a concentrare tutte le su energie nel contrasto al virus e nell’assistenza ai malati di Covid-19, provocando inevitabili ritardi nell’erogazione delle cure ai pazienti oncologici. Stiamo però parlando di patologie gravissime che non possono attendere oltre e la stessa Regione Lazio nel Piano di riorganizzazione, riqualificazione e sviluppo del Sistema Sanitario regionale 2019-2021 si è proposta di incentrare il sistema sulla persona, affermando che il Percorso Diagnostico assistenziale può rappresentare uno strumento in grado di individuare preventivamente la filiera assistenziale appropriata, sia in termini di prestazioni che di servizi territoriali e ospedalieri”.

“Nonostante tale strumento abbia evidenziato dei limiti, le modalità di presa in carico dei pazienti multi-cronici e complessi, devono adattarsi al profilo dell’assistito, attraverso un Piano assistenziale individuale, garantendo la sua gestione anche attraverso l’individuazione di una case manager. Non dobbiamo sottovalutare questa conseguenza indiretta della pandemia – ha concluso il consigliere del Movimento 5 Stelle – che sta impattando in maniera drammatica sulle persone che stanno vivendo tale dramma e le cui ricadute negative sull’intero Servizio Sanitario, se non si interviene subito con adeguati modelli di cura, saranno evidenti già nei prossimi mesi”.

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