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Luigi Gabriele interviene sulla vicenda della querela del Sindaco alla Prof.ssa Antonella Evangelista

Il commento su Facebook di Luigi Gabriele in merito alla vicenda della querela del Sindaco Tersigni alla Prof.ssa Antonella Evangelista (clicca qui per seguirla).

“Provo profondo rammarico per come stia precipitando la situazione nel mio paese nativo. Ridente e fiorente Cittadina, oggi regredita a paesotto dopo un trentennio di assalto alla diligenza da parte della peggiore politica, quella dei mercenari agro-borghesi.

Assisto ad un teatrino (più un teatro dei burattini, visto il cospicuo numero di pupazzi), ove al centro dell’attenzione, persino dei media locali più importanti (se mai ve ne fossero stati), non c’è un dibattito sulla profonda regressione economico-sociale dell’area, ma una fiction tra due personalità che, seppur pubbliche nei ruoli (un sindaco e un’insegnate), hanno preferito buttare nel wc la loro privacy.

A preoccuparmi è sopratutto l’insegnante, non solo perché non è politicamente impegnata (verrà certamente strumentalizzata), ma perché socialmente ricopre il ruolo di “guida” di molte centinaia di minorenni, già duramente provati dalla desolazione e dalla scarsità di modelli e prospettive in quell’area del basso Lazio.

La trama del copione della rappresentazione teatrale del tipo tragedia-sadica (la satira non è conosciuta in un luogo dove non esiste nemmeno un cinema) sono i “commenti” e gli “stati” (non d’animo) dei profili del libro elettronico delle facce. Profili che hanno generato e generano l’unico luogo di s-confronto di un luogo dove, prima dell’arrivo della genialità di Zuckerberg, l’Agorà erano i Bar (per questo sono proliferati negli anni) l’unica piazza “abilitata” alle maldicenze.

Questa volta “i profili” hanno generato non solo materiale probatorio per le aule giudiziarie, ma persino materiale giornalistico per alimentare la scarsità di notizie di cronaca del luogo, come se la chiusura di qualche centinaio di negozi, partite IVA, reparti, ferrovie, industrie e servizi vari non fossero degni di cronaca e approfondimento.

C’è scappata una querela e, a detta di uno che c’è passato decine di volte (l’ultima volta a farla ritirare all’ex presidente della provincia offeso dalle mie affermazioni poco politically correct fu proprio il Sindaco, oggi oggetto di critica pubblica perché a detta dei detrattori chiuso al dialogo e ostile al confronto), sarebbe stato meglio risolvere tutto con un “scusa” e con una vecchia, ma sempre attuale, stretta di mano.

Sono sconcertato, non perché le iene si sono lanciate come faine sul tema, pensando di fare bella figura; non perché gli avvocati offrono la loro “professionalità” all’ipotetica indagata, quando sono loro i primi ad essersi arricchiti dallo scontro degli incivili, promuovendo querele anche per poche lire; non sono sconcertato nemmeno perché vedo che anche persone intelligenti si sono inseriti nella querelle pensando di fare una buona informazione o di dimostrare per chi parteggiano; non sono sconcertato nemmeno perché pubbliche figure, di uomini e donne che conosco nel privato come persone perbene, si sono lanciati a una denigratoria e pericolosa giostra pubblica lanciacacca.

Sono sconcertato solo perché l’unico e indiscusso responsabile del clima di odio sollevato negli ultimi anni, unico responsabile del terrore bianco e clima da caccia alle streghe e unico responsabile di tutti i disastri di quella graziosa cittadina, adesso sta godendo della sua pensione da ex fannullone regionale, ma sopratutto sta ridacchiando nel muovere i “fedeli”, in qualità di Don Buro.

Rivolgo un appello alle parti: rasserenatevi e da domani andate a divulgare il rispetto e il confronto franco e aperto, visto che è nelle vostre funzioni sociali, ma non abbiate timore di combattere il satanasso che vi istiga! Se non volete farlo per voi, almeno fatelo per chi vi guarda. E ricordate che prima di tutti vi guardano i vostri figli!”

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