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Marco Bella (M5S): «Chiusura scuole causa notevoli danni educativi e può persino aumentare pandemia»

Marco Bella, deputato 5 Stelle e componente della commissione Cultura alla Camera lancia il proprio monito dichiarandosi contrario all'ipotesi di chiusura delle scuole, sottolineando che «i bambini sono i principali diffusori dell’influenza, questo non vale per il COVID. Infatti, la gravità della malattia e il contagio è meno frequente proprio tra i più giovani rispetto agli anziani».

, Deputato del Movimento Cinque Stelle e componente della commissione Cultura alla Camera, non condivide la paventata ipotesi di chiusura delle scuole per far fronte alla cosiddetta seconda ondata della pandemia da Coronavirus. «Faccio un appello a tutti gli amministratori locali – Lasciate aperte le scuole. La chiusura delle scuole causa danni educativi spaventosi che rischiamo di portarci dietro per anni e rischiamo inoltre di aumentare i contagi. Questa non è una battaglia politica ma è una lotta per il buonsenso per proteggere il futuro dei nostri figli e del paese».

Così in un post sul suo profilo Facebook. «È stato pubblicato sulla rivista Lancet un articolo nel quale si stima che le scuole potrebbero contribuire al 15% del contagio. Questo studio viene portato come argomentazione da chi fa pressione per la chiusura totale delle scuole. I limiti di questo studio però sono evidenziati dagli stessi autori» – Spiega il pentastellato – «L’approssimazione è data dal fatto che: si sono analizzati i dati stimati di 130 paesi con situazioni molto differenti, è difficile separare i risultati dati dalla chiusura delle scuole da altre misure di contenimento, non è stata fatta una separazione dei diversi livelli di istruzione(chiudere le elementari è molto diverso dal chiudere le superiori), non tiene conto dei dispositivi di protezione (nelle scuole italiane al momento si rispettano distanze e si usano le mascherine). Bisogna tenere a mente che mentre i bambini sono i principali diffusori dell’influenza, questo non vale per il COVID. Infatti, la gravità della malattia e il contagio è meno frequente proprio tra i più giovani rispetto agli anziani. Quello che accadrà è che forse si guadagnerà anche qualcosa in termini di controllo, ma i bambini non SPARISCONO. Visto che i genitori devono recarsi al lavoro, con molta probabilità vengono affidati ai nonni, alle persone che più di tutti dovremmo tutelare e proteggere. Quindi, il risultato netto è di PEGGIORARE la pandemia. Non è un caso – ha concluso il componente della commissione Cultura alla Camera – che Francia, Germania, Regno Unito e atri paesi europei non abbiano chiuso le scuole, nonostante una situazione pandemica persino peggiore di quella del nostro Paese. In Italia, le scuole (tutte) sono il luogo più sicuro dove i nostri figli possano trascorrere il loro tempo, nell’attesa che l’epidemia finisca».

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