giovedì 11 Agosto 2016
EVENTI E CULTURA

Mario Zampi: questo sconosciuto regista Sorano, d’Inghilterra (Tiziano Rea)

Obiettivamente fa piacere apprendere dalla stampa che c’è una ragazza Sorana che, bontà sua, oltre ad essere molto bella ed impegnata nel mondo dello spettacolo è anche fidanzata con un VIP; sono sicuramente, anche queste, notizie che meritano una certa attenzione in quanto è sempre giusto dare risalto ai cittadini Sorani che si sanno distinguere.

Tuttavia devo confessare che apprendere questa notizia oggi, per quanto la cosa sia assolutamente casuale, dopo aver scritto un post in cui ho parlato di un Sorano semi sconosciuto ma che in Inghilterra si è distinto nella cinematografia, mi ha fatto vedere il lato ironico della cosa: da un lato c’era un articolo che parlava di una bella Sorana fidanzata di un VIP, dall’altro c’ero io che parlavo di Mario Zampi!
Non vi fa un po’ sorridere la cosa?
A parte che la prima domanda che dovrebbe venirvi in mente è: chi cavolo è Mario Zampi? devo confessarvi che per un attimo sono rimasto un po’ perplesso nei confronti di me stesso, poi però mi sono detto: beh ma perché non approfondire un po’ il discorso.
E quindi, la nostra concittadina soprammenzionata è brava e bella, Mario Zampi, invece, chi cavolo è?
Dunque, di Mario Zampi in Italia si sa ben poco perché, a differenza di De Sica, quando è partito, non è andato via solo da Sora ma proprio dall’Italia trasferendosi in Inghilterra.

Come detto è nato a Sora, più esattamente il primo Novembre del 1903 (quindi circa due anni dopo De Sica), Wikipedia riporta che è emigrato in Inghilterra negli anni 30 ma a cercar bene pare sia arrivato a Londra ben prima, nel 1923, quindi a 20 anni, per cui, almeno in base a queste notizie, è difficile dire se emigrò da solo o con la famiglia, come pure non saprei dire quanto tempo effettivamente è rimasto a Sora.
Potrebbe essere interessante fare una piccola ricerca presso lo Stato Civile del Comune di Sora per scoprire più precisamente dove è nato e, soprattutto, il nome dei genitori, anche per provare a capire se erano stabilmente a Sora o solo di passaggio.

Fatto è che Mario Zampi cominciò la sua carriera come attore quando era ancora in Italia, probabilmente a Roma, all’età di 17 anni.
Trasferitosi a Londra continuò per un po’ la carriera di attore partecipando, con ruoli minori, in alcuni film ed opere teatrali fin quando non venne ingaggiato dalla Warner Bros per occuparsi di montaggio e, presumibilmente, altre mansioni di natura tecnica.
Il vero salto di carriera lo fece quando, insieme ad un altro italiano, Filippo Del Giudice (originario di Trani, emigrato anch’egli in Inghilterra ma nel ’33, forse per motivi politici) fondò la Two Cities Films, una vera e propria Casa di Produzione Cinematografica che in breve tempo riuscì a sfornare film di successo fin quando, nel 1944, entrò in produzione l’Enrico V di Laurence Oliver i cui elevati (per l’epoca) costi di realizzazione determinarono la necessità di un controllo della società da parte di J. Arthur Rank (noto per aver contribuito alla creazione dei Pinewood Film Studios, la risposta inglese ad Hollywood), controllo che si fece sempre più marcato negli anni, malgrado la società di Zampi e Del Giudice continuava a produrre film di successo e che determinò nel 1947 l’abbandono di Del Giudice, traghettando Zampi sempre più decisamente dalla produzione alla regia.

Come regista Mario Zampi, a differenza dei film fin li prodotti dalla sua compagnia, che erano decisamente di natura drammatica (si pensi ai drammi shakespeariani di Amleto e il succitato Enrico V), realizzò e divenne noto principalmente per le commedie che gli diedero l’opportunità di lavorare con attori del calibro di David Niven, Peter Sellers, Terry-Thomas oltre ad aver avuto Audrey Hepburn nella sua prima apparizione da attrice professionista (nel film del 1951 Risate in Paradiso, fatto salva una breve apparizione in un film tedesco del 1948).
Zampi ha realizzato anche due film in Italia, “Ho Scelto L’Amore” nel 1953 con Renato Rascel e Nino Manfredi e “Cinque Ore In Contanti” nel 1960.
Muore nel 1963 e pur avendo, tra l’altro, contribuito non poco allo sviluppo dell’arte cinematografica in Inghilterra e persino, da italiano, dello humor inglese attraverso il Cinema, fa parte di quella selva di autori rimasti un po’ nell’ombra, soprattutto in Patria.

Ho avuto modo di leggere i messaggi di chi giustamente propone una retrospettiva o comunque di focalizzare meglio l’attenzione, da parte di noi cittadini Sorani, nei confronti di questi personaggi, Vittorio De Sica, Antonio Valente fino al dimenticato Mario Zampi.
Pensate, un Sorano che ha diretto Peter Sellers uno dei più grandi geni della storia del cinema, uno dei più grandi attori brillanti alla pari forse di un immortale Buster Keaton o Totò o forse persino Chaplin, non è pazzesco? non vi suscita un briciolo di orgoglio?!?!

Mi illudo, forse esagerando un po’, che con un pizzico di impegno da parte di tutti si possa fare questo e molto di più, ad esempio spero che chi avrà letto fino in fondo questo articolo avrà la gentilezza di apprezzarlo e, magari, di condividerlo anche… al tempo dei Social Network, che ci piaccia oppure no, il recupero della nostra storia, della nostra cultura, dei geni della nostra terra che hanno saputo distinguersi nel mondo passa anche attraverso un “like” e un “condividi”.

Tiziano Rea

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