lunedì 11 agosto 2014

Martina Sperduti (Fdi-AN e SOS Donna) critica la strumentalizzazione della donna nelle serate di “Sora in Rosa”

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato a firma di Martina Sperduti (Presidente dell’associazione SOS Donna e referente provinciale dipartimento tutela vittime della violenza Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale).

«E’ terminata sabato sera la manifestazione “Sora in Rosa”, curata dall’associazione culturale “Iniziativa Donne”. In quanto attivista sulla questione femminile, non posso non essere soddisfatta, dal momento la nostra città ha dedicato prettamente le serate alla figura della donna, spesso emarginata dal sistema sociale, ma, c’è sempre un ma…

Tre serate all’insegna dell’arte, della poesia e dello spettacolo. In queste sere sono rimasta a guardare notando, con molto rammarico, la tanta spettacolarizzazione e la poca prevenzione. Tre serate dedicate alla figura femminile, ma poco utili alle tematiche fondamentali che ogni giorno la donna deve combattere, quali la discriminazione di genere, la violenza, i diritti che la società ancora stenta a riconoscerci.

In quanto presidente dell’associazione “SOS Donna – Sportello Telematico e Centro di Ascolto”, occupandomi ogni giorno di violenze sulle donne anche in qualità di referente provinciale del dipartimento tutela vittime della violenza di Fdi-AN, credo che bisognava concentrare l’attenzione sui dibattiti, sulle informazioni, sulle testimonianze, sulle soluzioni da offrire a tutte quelle donne che sono vittime di violenza.

Una domanda a cui in queste sere non sono riuscita a trovare una risposa è stata: «Ma se tra tanta folla ci fosse stata una donna che vive nell’angoscia, nella paura perché vittima di soprusi familiari, sarebbe riuscita ad avere delle informazioni per mettere fine al suo calvario, che inizia sempre dentro le mura domestiche e che può concludersi, nel peggiore dei casi, con l’atto estremo ultimo del femminicidio?»

Sora in Rosa sarà stata sicuramente una bellissima manifestazione che ha lasciato solo tanto divertimento, strumentalizzando la donna e non facendo comprendere che il problema delle violenze sulle donne, considerando le statistiche, è molto ampio.

Il Comune di Sora, generoso nel dedicare tre serate l’anno alla figura della donna, perché non si impegna concretamente con delle iniziative di prevenzione e tutela? Perché non si concentra nel lavorare 365 giorni sulla rieducazione ai sentimenti coinvolgendo le scuole e gli insegnanti in collaborazione con le associazioni presenti sul territorio?

Sicuramente dietro le tre serate della notte in rosa c’è stato moltissimo lavoro, di cui bisogna dare atto alle organizzatrici a cui porgo miei complimenti, ma forse non è il caso per le prossime edizioni di cercare di far prevalere molto più la prevenzione e la tutela?»

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