17 aprile 2012 redazione@sora24.it
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Massimiliano Bruni scrive al Sindaco dopo la scomparsa del giocatore Morosini del Livorno Calcio

Signor Sindaco, desidero porre alla Sua cortese attenzione l’ultimo tragico evento verificatosi a Pescara in merito alla scomparsa del giocatore Morosini del Livorno Calcio. Non so se vi è un altro sostantivo che riassume così tante valenze come la parola “sport” solo come espressione agonistica, invece, dal mio avviso è tantissime cose: bellezza, salute, gioia, divertimento, agonismo, valore economico, competizione con se stessi e con gli altri, solidarietà, amicizia, rispetto delle regole e degli avversari, ma soprattutto, contenitore di valori morali e principi etici.

Lo Sport, non è solo agonismo perché come in un’industria la filiera famiglia-scuola-società sforna generazioni in catena continua, dalla famiglia e dalla scuola provengono segnali preoccupanti che si ripercuotono immancabilmente sulla società, il decadimento dei valori in tutti gli ambiti sociali e il continuo aumentare delle droghe e il denaro come unico obiettivo perseguibili attraverso compromessi con la dignità individuale ci deve porre a tutti noi profonde riflessioni e particolarmente Lei, come massima autorità locale, deve impegnarsi maggiormente affinché lo Sport sia, valutato e apprezzato, non solo come valore agonistico ed economico ma, come valore sociale e culturale.

Già in tempi non sospetti (Ottobre 2010), evidenziai i numerosi problemi presenti, maggiormente nel Centro Sportivo “Panico”, evidenziandone i propri limiti e l’esigenza di avere nuovi impianti e nuovi servizi a sostegno delle tante attività sportive presenti nella nostra città. E’ evidente che bisogna sostenere con tutte le forze i nostri ragazzi, così come dovrebbe essere normale che, tutte le Istituzioni, proteggano le nuove generazioni e ne salvaguardino in ogni forma e modo la loro crescita ma, la tragedia verificatosi sabato scorso ci deve far riflettere, altrimenti; come succede spesso in Italia, superato il momento nessuno più si ricorda del Morosini e perché tutto ciò sia potuto succedere. Poi, non bisogna dimenticare che la maggior parte dei centri sportivi presenti nella nostra provincia vivono situazioni di assoluta precarietà e le chiusure di tanti presidi sanitari nel nostro territorio, oggettivamente, ha finito di far lievitare le percentuali di rischio d’ incidenti simili a quello di sabato scorso. Visto che le stesse strutture sono di proprietà degli Enti Comunali è giunto il momento che la politica si faccia sentire per poter meglio tutelare la salute dei propri ragazzi. Ragion per cui, Le chiedo di esaminare la possibilità di predisporre un atto deliberativo di consiglio comunale con lo scopo di sollecitare, il Comitato Regionale Laziale del giuoco Calcio, affinché la stessa possa predisporre forme di misura tendenti a prevenire l’integrità dei propri iscritti previa autorizzazione dell’ impianto sportivo durante le attività di campionato.

A solo titolo esemplificativo basterebbero questi due punti:

a) Dotare tutti i campi sportivi di un defibrillatore cosiddetto DEA (ha un costo di circa mille euro!).
b) La squadra che gioca in casa dovrà fornire e mettere in lista un Medico altrimenti l’arbitro non darà inizio alla gara e decreterà la sconfitta della stessa società.

Infine, auspico sulla Sua sensibilità e convinto che si farà garante dell’iniziativa La saluto cordialmente.

Massimiliano Bruni

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