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Massimo Galli: «Situazione fuori controllo. Altre dolorose chiusure sono assolutamente necessarie»

Massimo Galli, infettivologo del Sacco di Milano: «La situazione è ampiamente fuori controllo. Ciò che è successo quest'estate è stato un'apertura generale di attività che non ci si poteva permettere. Se sarà necessario avere un periodo di chisura, non è che immediatemente dopo possiamo fare come la scorsa estate, perché non sappiamo quando avremo e se avremo un vaccino».

è intervenuto stamani nella trasmissione Agorà su Rai Tre. Le dichiarazioni che ha esternato sono state accompagnate da un post pubblicato sul suo profilo Twitter: «Ho ripreso ad accettare di parlare in televisione – ha scritto Galli. Con molti dubbi e una sola certezza: la situazione non consente esitazioni ulteriori».

Nel suo intervento l’infettivologo del “Sacco” si è soffermato inizialmente sull’ultimo bollettino diffuso dalla Protezione Civile sulla base di dati elaborati dal Ministero della Salute. Numeri che testimoniano «un costante incremento della diffusione dell’infezione». Naturalmente la velocità di propagazione del cambia da regione a regione. Sta di fatto, ha precisato Galli che «non vi è il benché minimo dubbio nel sottolineare che la situazione è ampiamente fuori controllo. Le misure adottate – ha proseguito poi Galli – devono essere applicate con estrema attenzione ed efficacia se vogliamo sperare di invertire una tendenza in tempi ragionevoli e non trovarci in una situazione ancora più complessa a brevissimo termine».

Alla base del consistente ritorno del Covid, secondo il professore del “Sacco” di Milano, c’è il “liberi tutti” della scorsa estate: In sintesi Galli ha affermato che il gran numero di morti di questa seconda ondata poteva essere contenuto o evitato. «Ciò che è successo quest’estate è stato un’apertura generale di attività e di cose che non ci si poteva permettere, direi una spece di congiura delle complicità nel dire che gli italiani erano stati tanto bravi a fare il lockdown, quindi avevano diritto ad avere tutta una serie di possibilità diverse durante l’estate», ha detto il medico milanese ai microfoni di Agorà. «Questa – ha poi proseguito – è come una partita di qualsiasi sport: puoi essere bravissimo nel giocarla, ma se la perdi l’hai persa». A differenza delle altre partite però, secondo Galli se si perde questa si manda in rovina il Paese e si fanno morire le persone».

Il pericolo di vivere un nuovo lockdown totale, dunque, sembrerebbe di capire dalle parole del medico, non è così remoto, anzi. «Siamo di fronte ad altre dolorose chiusure – ha dichiarato. Quelli che hanno opinioni diverse non le hanno sulla base di dati scientifici». Ma il problema, ha specificato l’infettivologo del Sacco, non si riduce a stabilire o meno un lockdown, bensì a ciò che succede nel momento in cui si riaprirà tutto.

«Bisogna sapere fin d’ora – ha avvertito Galli – che se sarà necessario avere un periodo di chisura, non è che immediatemente dopo possiamo fare la stessa cosa della scorsa estate». Tutto questo per non ritrovarsi di nuovo “da capo a dodici”, per dirlo alla romana. Oltretutto, con l’incognità vaccino non è possibile fare previsioni sulla fine dell’epidemia: «Non sappiamo quando lo avremo e se lo avremo – ha specificato l’intettivologo. Sarà pronto a Marzo? Forse».

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