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Maurizio D’Andria: «TURBOGAS SORA: NO, ARPA LAZIO NO»

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato a firma del Dott. Maurizio D’Andria, Coordinatore della Class Action sull’inquinamento dell’aria nel sorano.

«Al sig Giudice abbiamo portato i dati dei monitoraggi della qualità dell’aria effettuati da ARPA LAZIO prima della citazione in giudizio del suo “datore di lavoro”, la Regione Lazio. In quei dati c’è la prova dell’inquinamento da PM2,5 a livello micidiale (anche +860% sulla soglia massima di tutela della salute pubblica, fissata a 25 microgrammi di PM2,5 a metro cubo d’aria, media del periodo di osservazione del 6° monitoraggio + 400%).

Dopo la citazione in giudizio della Regione Lazio che per inciso, non si è costituita ed è stata perciò dichiarata “contumace” come un qualsiasi latitante o delinquente di ultima categoria che non si presenti al proprio processo, ARPALAZIO ha smesso di collaborare con i cittadini e con le istituzioni locali tanto è vero che non ha voluto fino ad oggi procedere ad alcuna rendicontazione – reporting efficace ed esaustiva delle attività di monitoraggio svolte a Sora negli ultimi anni pur avendone preannunciato numerose volte la sua pubblicazione; non offrendo alcun supporto informativo alla popolazione pure interessata da una azione emergenziale del Sindaco di Sora che ha emanato una apposita urgentissima ordinanza per “inquinamento atmosferico-ambientale” emessa il 27 marzo 2014 a seguito proprio dell’ultimo monitoraggio svolto in località Tofaro nel dicembre 2013 da stessa ARPA LAZIO.

​La stessa ARPA LAZIO che ben 3 volte su 3 non si è mai presentata in sede di Conferenza dei Servizi – A.I.A. tenutesi in Provincia di Frosinone nel 2008, cosa invece di assoluta necessità di Legge. In quella sede, noi cittadini a fare le domande tecniche (rimaste inevase ed anzi non considerate per cui le denunce) e i tecnici invece, erano assenti ingiustificati (ARPA come la ASL FR e i Vigili del Fuoco), però avevano già espresso i loro pareri “positivi” per corrispondenza. ARPA LAZIO perciò obiettivamente e per “opportunità”, si trova nella condizione di impedimento/conflitto di interessi, ambientale, tecnico-professionale giacchè agenzia di diretta emanazione e controllo di un ente chiamato in giudizio. ARPA LAZIO non può smentire se stessa (i 6 monitoraggi già effettuati) e tanto meno coordinare gli atti, i monitoraggi e documenti che la potrebbero vedere ulteriormente smentita e denigrata nei fatti, qualora i dati registrati da ente/società diverso fossero effettivamente molto superiori a quelli precedentemente già dichiarati. ARPA LAZIO e qualche suo dirigente è poi già andato sotto giudizio della magistratura, come da cronaca giudiziaria e come da nostro stesso esposto inoltrato alla Procura della Repubblica di Frosinone (che ha indagato 9 funzionari) per i dati pubblicati nel mese di aprile 2013 (4° monitoraggio in figura), dati troppo simili a quelli registrati dalla centralina di Fontechiari nello stesso periodo sorano che trovandosi in altura e senza traffico, ne industrie e ne popolazione elevata, ancorchè sotto altra direzione dei venti, non può matematicamente presentare dati simili a quelli di Sora.

pm

In figura, il secondo monitoraggio è stato svolto IN CONTEMPORANEA con il fermo impianti della Cartiera del Sole per C.I.G.O. (ottobre 2012). Nel 4° abbiamo invece segnalato il caso “anomalo” alla Procura della Repubblica di Frosinone (dati troppo simili a quelli registrati dalla centralina fissa posta in località Fontechiari).

Da qui il nostro esposto contro ARPA LAZIO che domani, per vendetta diretta, potrebbe trovare motivo anche per dare contro ai 102 cittadini ricorsi alla Giustizia. Di conseguenza, invitiamo il sig. Giudice a riponderare l’opzione e a considerare le garanzie e la tecnica che può offrire l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), che è agenzia del Ministero dell’Ambiente, ente superiore alla stessa Regione Lazio che invece, da contumace, si troverebbe in conflitto di interessi con la nomina di ARPA. Sia il Ministero dell’Ambiente che l’ISPRA, oltre ad essere I MASSIMI ENTI NAZIONALI COMPETENTI IN MATERIA, sono anche già a conoscenza delle problematiche sorte intorno al complesso industriale “turbogas” della Cartiera del Sole; si sono già dimostrati sensibili e collaborativi con i cittadini, sono già intervenuti con perizie tecniche e con il rilascio di appositi Pareri (Parere nr. 181/2008 e Parere 325/2009 del Ministero dell’Ambiente), sono intervenute in altro procedimento penale (testimoni) pure ancora in corso di cui si attende oramai urgentemente la sentenza. Ed è un Ente non direttamente coinvolto nel giudizio come lo è la Regione Lazio datore di lavoro di ARPA LAZIO. Dunque, no a ARPA LAZIO e si a ISPRA. Anche il CETEMPS de L’Aquila è particolarmente esperto in inquinamento atmosferico e adeguatamente attrezzato. ARPA LAZIO oggi non è garanzia ne efficienza ne di terzietà. Ciò se si vogliono raccogliere le segnalazioni di parte attrice, cioè dei futuri malati di tumori e altre malattie cardio respiratorie indotte dall’inquinamento dell’aria che si respira. Ciò se si vuole rendere sereno e trasparente l’iter giuridico avviato “a tutela della salute pubblica e dell’ambiente” di Sora. Ciò è necessario ed opportuno se non si vuole incorrere nel rischio del “già deciso, già giudicato”. Il sig. Giudice non può incorrere nel rischio di “parzialità” contro i ricorrenti, oggetto di inquinamento e attentato alla salute pubblica. Ciò è quanto farà presente il nostro avvocato Massimiliano Contucci in udienza del 19 p.v.

NO, ARPA LAZIO NO!»

Dott. Maurizio D’Andria
Coordinatore Class Action per 102 firmatari

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