Maurizio D’Andria: «Turbogas Cartiera del Sole: altro schiaffo alla multinazionale Burgo SpA»

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato a firma di Maurizio D’Andria: Coordinatore Class Action per 104 firmatari.

«L’udienza del 14 dicembre ha segnato un altro punto a nostro favore. Abbiamo consegnato al Giudice Sordi (che resta il giudice giudicante, sebbene sembrasse dover andare via, ma poi è tornato) copia della lettera di STOP che ARPA LAZIO RIETI ha consegnato alla Burgo SpA, alla Provincia e al Comune di Sora nella quale si dice che l’Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) non può essere rinnovata se l’azienda non risponde alle richieste di messa a norma degli impianti vecchi e nuovi da essa richiesti. I nostri avvocati Lutrario e Contucci hanno ben segnalato che, particolarmente i camini della turbogas E300 sui quali il giudice ha ordinato di effettuare il monitoraggio dei fumi per determinare con prove alla mano se l’impianto inquina oppure no, questi non sono a norma di Legge come già riscontrato anche dalla Provincia di Frosinone e da stessa ARPA LAZIO che indica anche la sua misura di altezza a 50 metri e non a 30 come sono oggi. Camini che l’Autorità Giudiziaria (Procura di Cassino e CFS) hanno anch’essi dichiarato non a norma ed anzi, riscontrando nella documentazione analizzata che anche ARPA LAZIO FROSINONE e la PROVINCIA DI FROSINONE (ente competente nel rilascio dell’A.I.A.) ne fossero a conoscenza già al tempo della prima A.I.A. rilasciata nel gennaio 2009, ha rinviato tutti (10 persone) a giudizio penale per disastro ambientale, falso in atto pubblico ed altri reati. Almeno così si legge nelle carte depositate in Procura. Anche questo documento è stato messo agli atti. Un quadro desolante per i colori a tinte nere che ne traspaiono. Di fatto, sebbene sia chiaro a tutti i lettori e a tutta la popolazione e pure a tutti gli Enti competenti a vario titolo, la grande domanda ancora non posta è questa: perchè 8 su 10 persone esterne alla Burgo SpA rinviate a giudizio, cioè dipendenti pubblici e privati di altre aziende, hanno presumibilmente reso falsa documentazione per favorire l’ottenimento dell’A.I.A. alla Cartiera del Sole di SoraBurgo SpA per l’installazione della nuova turbogas? Perchè? Vogliamo dire che forse in questa vicenda (forse) c’è un problema di CORRUZIONE grosso come una casa alta 30 metri? E’ un tabù questa parola? Devo essere io a presentare le prove o deve essere a chi compete cercarle? C’è forse da controllare i patrimoni degli inquisiti per verificarne la loro legittima composizione e provenienza? Una indagine? Un impianto cogenerativo di 115,564 MegaWatt Termici + caldaia 60 MWt “a riserva fredda” in linea continua (dunque, 175,564… magari 115,564 …non 75 MWt) che brucia oltre 85 milioni di metri cubi di gas metano l’anno, pari a circa 10.000 metri cubi l’ora (ma Burgo SpA dichiara anche 12.000 smt3/h per oltre 100 milioni di smt3/anno) posizionato nel cuore di due città contigue, con oltre 40.000 residenti direttamente interessati dalle ricadute delle cancerogene micro polveri PM2,5 per centinaia di tonnellate l’anno entro i 5 km di distanza dal sito, solo sotto gli occhi di tutti si poteva realizzare senza la Valutazione di Impatto Ambientale. Solo a Sora e sotto il naso della Procura di Cassino. Vedremo cosa ne pensa la Procura della Repubblica di Perugia. E cosa dice la Burgo SpA in udienza di ieri? La turbogas non inquina. Peccato però che il buco ai camini per fare il monitoraggio dei fumi l’avete messo in posizione non legale (per l’appunto, ARPA Frosinone ci inzuppava la sonda) proprio per evitare che tali monitoraggi potessero dire la verità “a norma di legge” e che nonostante la Provincia di Frosinone già nel 2013 vi abbia intimato di metterli a norma, voi ancora oggi non l’avete fatto. E peccato pure che il sistema di monitoraggio in continuo che avete installato per la turbogas sembra essere stato bellamente “sistemato” per non dare risultati spiacevoli e veritieri. Peccato che sia stato rinviato a giudizio anche il titolare dell’azienda che vi faceva i monitoraggi ai camini, compresi E300 e E301 (turbogas) e che voi consegnavate agli enti in questione. Peccato che abbiate un tornio di rettifica cilindri con relativo camino che emette micro polveri in aria sotto sequestro perchè totalmente abusivo e privo di autorizzazione (ma in esercizio). E peccato avevate almeno 15 camini emissivi polveri da mettere in regola con filtri a maniche. Fatti questi che abbiamo letto nelle carte depositate nel procedimento penale contro i 10 prima detti e contenuti nel documento “comunicazione di notizia di reato” consegnato agli atti del giudice Sordi. Stessi impianti di cui avete richiesto ora il rinnovo dell’A.I.A. senza fare preventivamente gli ulteriori adeguamenti previsti per legge e che finalmente ARPA LAZIO, direzione generale di Rieti vi boccia. E nell’udienza di ieri è mancato proprio l’avvocato della Provincia di Frosinone che si è rimesso evidentemente “al parere della Burgo SpA”. Pare abbia firmato la presenza e sia andato altrove. A fare la spesa? Pagato da noi? Ente che da una parte è chiamato in causa come inquisita e dall’altra emette prescrizioni e sanzioni alla Cartiera del Sole – Burgo SpA a seguito di constatazione di enormi irregolarità negli impianti. Sanzioni e prescrizioni (2013) che però non fa rispettare nei tempi dovuti e il loro avvocato fa “festa” all’udienza. Perciò quando verranno gli emissari della Provincia di Frosinone a controllare (dietro lauto compenso) se la vostra caldaia di casa inquina oppure è a norma, ognuno di noi è autorizzato a dichiarare semplicemente “la mia caldaia non inquina” e a mandare a quel paese quei signori, senza pagare la tassa per la Provincia di Frosinone. Lancio perciò ufficialmente l’ashtag #lamiacaldaianoninquina.provinciafrvaiacagare. Al Comune di Sora poi non fa ne caldo e ne freddo che ARPA LAZIO abbia registrato in località Tofaro nel gennaio 2014 picchi di PM2,5 simili a quelli che si registrano in questi giorni a Pechino (senza contare lo smog visibile), la città con l’aria più inquinata della Cina e del Mondo. A Sora 216 microgrammi di PM2,5 (invisibile) per metro cubo d’aria mentre a Pechino “solo” 256 microgrammi. E l’assessore all’ambiente che fa, spolvera o fa festa anche lei? Incoscienza, incapacità del sindaco? Ora il sig. Giudice Sordi ha ricevuto quest’altro, ennesimo documento di ARPA LAZIO RIETI (giudice, quelli di Frosinone che si sarebbe voluto far “presenziare” alle attività di monitoraggio sono tutti inquisiti per falso in atto pubblico e disastro ambientale dal un suo collega) che è lapidario nel rigettare la proposta di rinnovo dell’A.I.A. di Burgo SpA. NON VA BENE NULLA! Noi sig. Giudice, cosa dobbiamo ancora fare affinchè gli impianti vengano messi in sicurezza come da Legge? Ha pure rigettato la visita a Colleferro per l’identico impianto turbogas modello GE LM2500+G4 dotato di V.I.A. regionale obbligatoria, a firma anche di uno dei 3 imputati assolti a Sora, e dotato di abbattitore SCR di ossidi di azoto NOx. Sig. giudice, il CTU da lei nominato e riconfermato ha già scritto cose improbabili. Sig. Giudice, se due indizzi di colpevolezza della Burgo SpA non fanno una prova …. 1 milione forse si. Mi permetta di dire una cosa, visto che in udienza non posso parlare, facciamo così. Ordini che la Burgo SpA si metta in grado di effettuare i monitoraggi “a norma” da lei ordinati (deve fare un buco ai camini esistenti, a misure certe, per l’introduzione delle sonde di misurazione) e noi li faremo fare subito subito… magari da ISPRA (ente pubblico) o da società accreditata, non da società priva di certificato ACCREDIA per le polveri sottili come suggerito dal CTU. Viceversa, se la Burgo SpA non mette a norma i camini entro il prossimo mese/i impedendo e vietando così che le sue indicazioni di effettuazione dei monitoraggi degli inquinanti emessi vengano rispettate allora, vista la loro reiterata responsabilità oggettiva nel sabotaggio, si rifaccia Lei al principio di cautela e precauzione per motivi di tutela della salute pubblica ampiamente previsti in letteratura e ordini la messa in sicurezza degli impianti con l’adozione delle migliori MTD/BAT anti PM2,5 riscontrabili in commercio, in un tempo certo e pena il fermo degli impianti cogenerativi-turbogas. 40.000 cittadini di oggi e le future generazioni ne abbisognano per non ammalarsi e non morire prematuramente di inquinamento industriale. Lei può fare Giustizia. E’ la Legge che lo vuole».

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