10 gennaio 2013 redazione@sora24.it
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“Mica potete pensà che a Sora se possa fa’ un trapianto de còre!”

“Mica potete pensà che a Sora se possa fa’ un trapianto de core!”. Questa frase fu pronunciata scherzosamente nella Sala Consiliare del Comune di Sora dall’ex Assessore Regionale alla Sanità, Augusto Battaglia, nel Luglio del 2007. Perché costui era a Sora? Ovvio: perché il SS.Trinità, guarda caso, rischiava il declassamento. Era un caldissimo pomeriggio estivo ed il predetto politico, con al suo fianco l’allora sindaco di Sora, Cesidio Casinelli, stava parlando di riorganizzazione e soprattutto di “risparmio” della Sanità nel Lazio.

Ebbene, dopo aver pronunciato la fatidica parola (risparmio), disse: “Stiamo realizzando il nuovo ospedale di Palombara Sabina, il nuovo ospedale di Anagni e il nuovo ospedale di Formia. In più, visto che Roma si sta espandendo nella parte sud, abbiamo previsto nuovi interventi nella zona della Tuscolana”. Alla faccia del risparmio! Pensai, mentre il nersovismo mi dilaniava.

Alzai la mano per protestare in quanto era palese che la parola risparmio in realtà era stata usata impropriamente nel caso di Sora: quella giusta, difatti, era “cetriolo”. Casinelli da lontano mi intimò di tacere ed io rispettai il suo ordine.

Mi pentii (e ancora mi pento) mille volte di quel gesto di obbedienza: dovevo disobbedire e parlare, o combinare qualcosa di eclatante, chiaramente nei limiti della legalità. Perché purtroppo molti politici, dopo essere stati eletti, diventano un po’ duri di comprendonio: hanno un cervello completamente annebbiato dal potere; quindi, per fargli capire le cose a volte sono necessari gesti plateali e ci si deve necessariamente scontrare, verbalmente o addirittura fisicamente con loro.

Cosa volevo dire dopo aver alzato la mano? Che l’Ospedale SS.Trinità di Sora era (ed è) una struttura progettata per ospitare la bellezza di 650-700 posti letto, e che in quel momento ne aveva solo 200 (oggi addirittura meno). Quindi, l’esigenza di risparmio di cui parlava Battaglia sarebbe stata soddisfatta anche sfruttando al massimo la capienza del nosocomio sorano. Che per la Regione rappresentava e rappresenta tuttora una grande risorsa, oggi ancora più di sei anni fa!

Infatti, grazie alla superstrada Sora-Ferentino-A1 e soprattutto all’eliporto, l’ospedale di Sora, il più grande di tutto il basso Lazio, potrebbe addirittura essere considerato come una struttura dell’area metropolitana capitolina, perché in ambulanza o eliambulanza può essere raggiunto in meno di un’ora da Roma.

E allora, dopo aver letto sui giornali di oggi che proprio a Roma gli ospedali sono al collasso e che i pazienti restano in barella, domando: c’è una struttura immensa a due passi e palesemente sottoutilizzata, perché non la sfruttate?

Noi… nun pensamo che a Sora se possa fa’ un trapianto de core, ma armeno usatelo st’ospedale visto che nun je la fate!”.

Lorenzo Mascolo – Sora24

 

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