10 novembre 2012 redazione@sora24.it
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Minacce alla figlia della Fornero, Pdl Lazio parte civile contro Fiorito e premio di maggioranza…la paura fa 90! (di Sacha Sirolli)

Più cresco (di età e di pancia) e più mi convinco che questo è un paese che va al contrario. Le mie  personalissime notizie del giorno sono una più curiosa dell’altra. La prima riguarda Franco Fiorito. L’ex sindaco di Anagni ed ex capogruppo Pdl alla Pisana è passato in un amen dal ruolo di paravento a quello di parafulmini sulle spese pazze del Lazio. Mi spiego. Per me ha straragione il Professor Taormina quando ha detto in tv: “Per piacere non facciamo di Fiorito il classico capro espiatorio”. Detto, fatto. Fiorito, Er  Batman, Gliu Federale, è diventato il bad boy della politica nostrana. Accusato di peculato il politico ciociaro è finito a Regina Coeli, abbandonato da tutti. Povero Franco? No, ma attenti a chi la sta facendo franca, riempendosi la bocca con la jeep di Francone o l’ex fidanzata finita su tutti i giornali gossippari d’Italia a spiegare il suo amore e il suo imbarazzo per la piega presa dalla vicenda, naturalmente a sua insaputa…L’ultima goccia che ha fatto traboccare il mio vaso di pazienza arriva oggi. Il Pdl alla Regione Lazio si dichiara parte offesa sul caso Fiorito. Lo ha dichiarato Chiara Colosimo , capogruppo regionale del Pdl riguardo la gestione allegra dei fondi destinati al gruppo consiliare della Regione Lazio. Cara Chiara, mi permetto, chi si sente offeso sono i lavoratori di quelle cooperative che operano nel sociale che – per anni – hanno aspettato i soldi dalla Regione dove intanto ci si dava alla pazza gioia, alle ostriche e allo champagne. Possibile che Fiorito sia il solo responsabile ed unico colpevole? Tutto sbagliato. Specie se la tattica per le prossime elezioni regionali fosse quella di scaricare tutte le colpe delle malefatte su Francone. Er Batman mi sembra una foglia di fico, difficile che gli elettori laziali, gonfi dai tanti, troppi disservizi sui servizi (sanità, trasporti, scuola) se la prendano solo contro l’ex capogruppo Pdl alla Pisana. Sarebbe grottesco.

Come ha del grottesco la vicenda della lettera di minacce recapitata alla figlia della Fornero, ossia il Ministro delle lacrime, dei choosy, dei giornalisti fuori dalla sala che sennò strumentalizzano, insomma il Ministro delle gaffe.   Una lettera di minacce nei confronti della figlia del ministro del Lavoro, Elsa Fornero. Una busta di colore giallo è stata recapitata alla docente universitaria Silvia Deaglio: nessun mittente, solo il nome della professoressa. Dentro il plico c’era un foglio bianco: incollato sull’A4, un ritaglio di giornale con la foto del presidente del consiglio, Mario Monti, assieme al ministro Fornero. Le minacce erano contenute nella didascalia poco più in basso: “Quando arriverà il furore del popolo saranno c… amari”. Sull’episodio indagano ora i carabinieri. La busta è stata sequestrata e analizzata alla ricerca di eventuali impronte digitali o tracce di dna. Il francobollo, francese, potrebbe in particolare fornire elementi che portino all’identificazione del mittente, spiega nei particolari il sito online del quotidiano La Repubblica Torino.

Sin qui nulla di grottesco, ma un semplice fatto di cronaca. Il grottesco l’ho letto sul sito del quotidiano Il Messaggero. Pochi minuti dopo la notizia delle minacce alla figlia della Fornero titolone in alto: “”Tasse, già nel 2013 un fondo per ridurle, Grilli: possibile taglio di Irap dal 2014. Monti: Evasione e nepotismo indegni”. Stropiccio gli occhi. Ma sono davvero loro che lo dicono su ilmessaggero.it?. Ma come, ci hanno massacrato di tagli e tasse, lacrime e sangue, fino a poche ore fa? Adesso che succede? A pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca, diceva Andreotti, uomo di chiesa e statista di spessore. Forse qualcuno lassù (non in paradiso ma nella stanza dei bottoni) si è accorto che la scorta potrebbe non bastare? Paura o buonsenso? A voi l’ardua sentenza…
Last but not least  Schifani che va all’attacco in fuorigioco «Riformare la legge elettoralealtrimenti M5S vola all’80%», dice su Il Messaggero il presidente del Senato della Repubblica. Bersani lo blocca sicuro: «Con una asticella così alta si rischia l’ingovernabilità». Beppe Grillo sulla legge elettorale fa la rovesciata acrobatica. «Di fronte al colpo di Stato del cambiamento della legge elettorale in corsa e al tetto del 42,5% per il premio di maggioranza per impedire a tavolino la possibile vittoria del M5S e replicare il Monti bis, la UE tace. Chissà forse ci farà una multa per divieto di sosta a Montecitorio», afferma il leader del Movimento 5 stelle sul suo blog come riportato da ilmessaggero.it. Signori, anzi Onorevoli, come mai tutto questo interesse sulla legge elettorale proprio ora che si avvicina il voto? Forse allora è proprio vero. La paura fa 90.

Il direttore responsabile di Sora24 – SACHA SIROLLI

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