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Monsignore, permette un suggerimento per il prossimo segnale?

Nelle ultime due settimane sono apparsi sull’altare della Cattedrale di Sora, in occasione della S. Messa domenicale, altrettanti segnali stradali. La curiosa iniziativa intrapresa dal parroco, a quanto pare, serve per spiegare nel contesto dell’omelia una serie di parallelismi tra la vita cristiana e, per l’appunto, il codice stradale. Dopo l’esordio di domenica scorsa con un segnale di “pericolo generico”, ieri è stata la volta del “divieto di sosta”, inteso come necessità di non fermarsi mai da parte del buon cristiano, neanche davanti alle difficoltà della vita.

Naturalmente le considerazioni del sacerdote sono condivisibili in pieno, del resto è compito della Chiesa esortare il gregge e camminare in modo regolare, senza disperdersi né intraprendere strade sbagliate. Così come è compito della Chiesa educare le pecorelle a spendere in modo giusto il denaro, promuovendo la carità ed evitando lo sperpero di risorse.

Un esempio che ci viene subito in mente e che francamente stona con le apprezzabili parole pronunciate in Cattedrale, è rappresentato dai lavori in corso nel torrione aragonese di Sora, unica testimonianza che ci resta dell’architettura del tardo medioevo nella nostra città. Le altre torri sono crollate tutte, abbattute dalla Natura in occasione dei vari terremoti che hanno devastato la città nel corso dei secoli, oppure dai sorani stessi, che, come nel caso del ponte romano sul Liri, tanto per fare un esempio, non disdegnarono il posizionamento di cariche di dinamite per far saltare in aria duemila anni di storia nel nome della modernità e della praticità.

Orbene, anche volendo prendere spunto da questi due concetti, francamente non troviamo proprio nulla di utile in un ascensore costruito all’interno di una torre del 1400, anzi, riteniamo la cosa decisamente maldestra.

Ma forse ci sbagliamo! Quindi, gentilmente, chiediamo a Monsignor Di Stefano, parroco della Cattedrale di Sora. di posizionare, in occasione della S. Messa di domenica prossima, un bel segnale di “lavori in corso” dietro l’altare, e di spiegare alla collettività per quale motivo bisogna sventrare un torrione aragonese del XV secolo collocandovi dentro un ascensore. Ma soprattutto, per quale motivo vengono chiesti contributi ai parrocchiani per la realizzazione dell’opera, quando a Sora ci sono tantissime famiglie (si parla addirittura di un migliaio) che non hanno di che vivere e vengono assistite dal Comune, che a sua volta spende annualmente per loro una cifra decisamente superiore al milione di euro.

Redazione Sora24

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