martedì 8 ottobre 2013

Movimento CI SIAMO: “L’Amministrazione Tersigni è il novembre della nostra Sora, il dicembre del desiderio…”

“Non manca poi molto a novembre, e quelle candele con il manto rosso in prima linea nei negozi dei fiorai ci ricordano che questo è il momento di ritrovarci con chi non c’è più, il pensiero va al mesto pellegrinaggio all’ultima dimora delle persone care. Il 2 novembre  per noi sorani, il 2 novembre 2013  per noi cittadini di Sora.

Ripetere all’infinito che questa città sta morendo (vedi la lapide del Tribunale…)  ha avuto un senso quando il coma  era sicuramente reversibile, quando la politica segnava il passo e la sua autorevole presenza era garanzia di equilibri e di serenità, senza per questo sorvolare sui danni o  scelte sbagliate  che sono anche causa dei mali odierni, ma COMUNQUE nessun politico negli anni addietro si sarebbe mai risparmiato “l’assunzione di responsabilità” che è la cosa più maledettamente e catastroficamente rilevata in questa Amministrazione cui non esiste defibrillatore per farla rinvenire dallo stato comatoso in cui si sta spegnendo.

L’immagine falsa di Sora sta nel mostrare UN ETERNO PAESE DEI BALOCCHI, l’immagine vera di Sora sta NELLA DEPRESSIONE E NEL MALCONTENTO di una città ferma, risucchiata, agonizzante per certe versi.

Le ultime vicende a livello nazionale portano riflessioni non di poco conto, e a cui puntualmente ma anche fatalmente si sottraggono questi pseudo-politici di basso spessore, incapaci di reggere l’urto di uno sfondo scolorito sul loro manifesto elettorale, perché il punto di riferimento, l’uomo a cui rivolgersi senza se e senza ma è oramai fuori dai giochi fatto secco finanche dal nuovo che avanza, che sarà sì ridimensionato ma da finalmente la certezza di partito con un vertice, una base, e finalmente un confronto.

A Roma… e a Sora? Lor signori tacciono, un po’ perché sono abituati per tutto e tutti con foto e didascalie nel folle tentativo di esaltare la loro propaganda, al contrario di una sempreverde comunicazione di cui non sono capaci, esaltando solo i loro silenzi al pari della loro incapacità politica.

Nessuna presa di posizione, nessun segnale di cambiamento, finendo forse  per sposare la tesi di una illogica resurrezione di chi tra poco dovrà obbligatoriamente chiudersi dentro la propria sontuosa casa.

Ma intanto la politica, quella seria, quella che ti esclude se arranchi, va avanti comunque e sebbene non ci siano più da tempo le agognate filiere che univano Comune-Provincia-Regione tanto care ai Tersigni, è vero che O ti dai da fare per trovare prima una identità precisa e poi una strada che tolga l’isolamento a questa nostra città O TI FAI DA PARTE perché il tuo lento morire trascina con te la parte sana,  responsabile, purtroppo passiva di Sora.

Questa Amministrazione su quali consensi può contare oggi se l’area politica su cui si aggrappava ieri appare come una Jugoslavia del dopo Tito? Ovviamente tutti sono consapevoli che l’agonia dei Tersigni si consuma nel  loro sconclusionato lavoro di amministrazione, per cui i consensi si riducono solo alle volte che hanno tenuto aperte  le loro porte, nel tipico esempio che in una paese si è riconoscenti per un tozzo di pane o per l’eterna promessa di averlo un giorno o l’altro.

COSI’ UN TOCCO SU UNA SPALLA O UN CENNO DI BENEVOLA SMORFIA diventa più importante del proprio negozio che sta chiudendo o per chi ancora ce l’ha della scellerata approvazione di altri 3 o mille Centri Commerciali, tralasciando l’Ecomostro trampolino oramai per aspiranti suicidi e di cui questa Amministrazione se ne è fregata altamente (altrimenti avrebbe sollecitato una soluzione definitiva chiamando anche i sorani a raccolta…), diventa più importante del degrado, dove l’incuranza di strade, marciapiedi, vie senza luce, puzza di fogna soprattutto nel Centro Storico, lavori iniziati e mai finiti per infiniti disagi, diventa più importante delle tante cose che non vanno, dei mutui ventennali che stanno accollando ai nostri figli, di soldi sperperati per una folle estate, fino ad aver barattato le vere rotatorie con le copie in plastica…

E allora troviamo il coraggio di dire, a questi “politici”  dello sfascio sorano, come stanno le cose, magari persino, quando proprio non se ne può fare a meno, anche anticipandoli con un “IO IL VOTO TE LO DO LO STESSO” ma urlando loro il modo come hanno trasformato  in negativo questa città, dove tutti scappano e nessuno  ci vuole venire  neanche per una passeggiata…

L’idea che Sora possa morire a noi di Ci Siamo ci terrorizza, e allora preferiamo, come del resto è, andare a trovare questa Amministrazione  tra i “cari” estinti il 2 novembre prossimo, perché Sora malgrado tutto riuscirà a sopravvivere anche a loro, per cui la speranza è da dicembre in poi, la speranza di una pagina nuova, il desiderio di rinnovamento politico e di una migliore e più preparata classe politica che cambi persone che non hanno più niente da dire.

Infine Ci Siamo è molto preoccupata sulle voci di  possibili licenziamenti alla Burgo e al Comune stesso, senza dimenticare che problemi di cassa integrazione fino a Natale ci sono anche alla Delta di La Rocca e alle altre industrie del comprensorio  e pur non entrando nel merito constatiamo l’aggravarsi sempre di più della crisi occupazionale che colpisce una terra già martoriata fortemente.

Purtroppo il discorso cade sempre lì, e tutti noi abbiamo votato COLORO che  in un modo o nell’altro, tra belle parole e fantastiche illusioni, DEVONO NECESSARIAMENTE PRENDERSI LA PROPRIA PARTE DI RESPONSABILITA’, altrimenti è ora, prima che sia troppo tardi, DI FARSI DA PARTE!”

Movimento Ci Siamo

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