Rafael Nadal è tornato a parlare del Roland Garros dalla sua incontestabile posizione, con la calma di chi conosce Parigi da dentro e l’autorità di chi lì ha sollevato 14 titoli e ha dominato le scommesse sportive per diversi anni.
Per il maiorchino, Jannik Sinner è senza dubbio il giocatore più affidabile del momento, sostenuto da una continuità che non sembra più una semplice fase brillante, ma piuttosto un modo molto serio di intendere il gioco del tennis.
Tutti vogliono fidarsi di Nadal
Quando si parla di terra Battuta, Rafael Nadal è come un oracolo da ascoltare con enorme attenzione perché le sue opinioni nascono da un rapporto profondo col torneo di Roland Garros; Rafael infatti è uno dei tennisti che più ha partecipato alla competizione e conosce i dettagli del campo con una profondità difficile da gestire.
Per questo il suo elogio a Sinner assume un valore speciale, soprattutto perché il maiorchino è stato molto chiaro nel sottolineare la continuità dell’italiano ai vertici. Rafa ha spiegato che quello che sta facendo Sinner è “molto difficile” perché ha un modo incredibile di mantenere il suo livello di gioco elevato torneo dopo torneo, al punto da ricordare che dopo l’Australia ha perso appena una volta e che la sua serie di vittorie è oggettivamente impressionante.
Per parecchio tempo è stato comodo presentare Sinner come un giocatore costruito per i campi veloci, complice uno stile di gioco diretto, pulito e frontale che sembra togliere secondi all’avversario in ogni scambio. La primavera, però, ha cambiato le carte in tavola perché ha mostrato come l’italiano riesca a spostare il suo stile di gioco anche sulla terra, con una naturalezza che ormai non permette più di parlare di un giocatore incompleto.
La vittoria a Roma ha dato ulteriore consistenza a questa candidatura, perché Sinner ha battuto Casper Ruud per 6-4, conquistando il suo sesto Masters 1000 consecutivo e completando anche l’incredibile Career Golden Masters, obiettivo raggiunto soltanto da Novak Djokovic in carriera.
L’analisi di Nadal guarda oltre quello che sappiamo di Sinner
L’aspetto interessante sollevato da Rafa è il non aver ridotto la crescita professionale di Sinner a un miglioramento specifico del servizio, del rovescio o del dritto, perché, a detta sua, la lettura delle sue prestazioni si deve spostare su un piano più profondo.
Secondo lui Sinner sta attraversando un momento di enorme solidità sportiva, sia sul piano fisico sia su quello emotivo; ciò si noterebbe nella varietà di mosse che ha aggiunto al suo gioco, con più soluzioni, più smorzate e una capacità sempre maggiore di gestire ritmi diversi senza perdere la propria capacità di dominare la partita.
Chi vuole battere Sinner sa che non gli basta vincere un set, né infilare qualche game brillante: Sinner obbliga chi gioca contro di lui a giocare sempre e comunque a livello altissimo, cosa che in pochissimi sanno fare al giorno d’oggi.
Nadal, nonostante tutto, non ha voluto trasformare l’elogio in una sentenza definitiva sul futuro. Alla domanda su dove possa arrivare Sinner, ha risposto che sarà la vita a deciderlo, in accordo con personalità, corpo, motivazione e soprattutto gli avversari che incontrerà lungo il suo cammino.
Questa è la riflessione giusta per qualcuno che è perfettamente consapevole di sapere quanto costa vincere e, soprattutto, quanto costa continuare a vincere. Sinner arriva al Roland Garros con numeri, fiducia e rispetto: anche sbirciando i pronostici del tennis e nonostante la benedizione di Nadal, davanti a lui ha uno stormo di giocatori agguerriti pronti da affrontare.
Da questo momento in poi la sfida è aperta: non ci sono più gli elogi, c’è il campo e il suo spazio, il suo rumore; c’è la resa dei conti dove dovrà dimostrare a tutti quanti che i più grandi non si sbagliano quando parlano del prodigio italiano.

