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Noi tornammo a Sora con la C1. Scudetti e coppe si fermano a Milano e Torino.

Supponiamo che alla domenica gli appassionati di calcio sorani si rechino tutti al Tomei per seguire le sorti della squadra di casa. Cosa accadrebbe? Nessuno di loro siederebbe in poltrona a guardare Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma, Lazio, Fiorentina nel primo pomeriggio ed i campionati esteri prima di cena.

Supponiamo ora di replicare tale eventuale abitudine in ogni angolo d’Italia, ossia immaginiamo che le popolazioni degli 8mila Comuni Italiani, senza contare le frazioni, seguano le sorti della loro squadra di calcio. Cosa accadrebbe?

  • Le pay-tv venderebbero meno abbonamenti;
  • gli introiti per le squadre più gettonate diminuirebbero;
  • gli investimenti dei grandi club si ridurrebbero, così come quelli degli sponsor;
  • gli ingaggi dei calciatori sarebbero più bassi;
  • il Sora, tenendoci stretti ed immaginando almeno 5mila appassionati di calcio in città, incasserebbe tra i 30mila ed i 50mila euro in occasione di ogni gara interna, potendosi quindi permettere sia una Serie D di vertice che una C con una squadra giovane soltanto grazie agli incassi allo stadio.

E’ un vero peccato che questa teoria non possa essere tradotta in pratica, perché se lo fosse il calcio costerebbe molto meno. Ad ogni modo, se i più hanno bisogno di riconoscersi in un club che vince, o di una città importante, piuttosto che nella squadra della loro città, valore immensamente più grande di uno scudetto o di una champions, cosa dobbiamo fare? Rispettare tutti.

Resta il fatto che il 26 Giugno 1994 Luiso segnò il rigore a Perugia e NOI SORANI tornammo a Sora con la Serie C1, non altri. Quando invece saliamo su aerei, treni e bus per andare a vedere “le grandi” in partite decisive, coppe e scudetti si fermano sempre dalle parti di Torino e Milano, raramente a Roma o Napoli. E noi torniamo a Sora a mani vuote.

SUPPORT YOUR LOCAL TEAM…

Lorenzo Mascolo – Sora24

Foto: Camilla Rugghia

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