5 anni fa

Non facciamo figli e figliastri. La Sanità territoriale va difesa tutta, pubblica e privata

Visto che spesso difendo i più deboli e gli ultimi, sposto il focus dei lettori di Sora24 dalla manifestazione odierna in difesa del SS Trinità alla sanità privata. Anch’essa è in crisi. Io lo so perché il mio “compare” lavora a Villa Gioia. Io ne sono certo perché la moglie di un mio amico che fa il pendolare con me sugli autobus del Cotral da Sora a Roma, andata e ritorno ogni giorno, lavora al Santa Teresa di Isola del Liri. Conosco molto bene le loro situazioni fatte di precarietà, cassa integrazione e scarse certezze sul proprio futuro lavorativo. Perciò oggi, dopo aver visto e sentito molti peana sul SS Trinità, mi è venuto in mente di fare un colpo di telefono al direttore sanitario della Clinica Villa Gioia di Sora, il dottor Pierino Serafini.

Quest’ultimo è anche consigliere comunale a Sora ed ha partecipato alla manifestazione di stamattina in piazza S. Restituta. Il dottor Serafini mi ha detto subito, sic et simpliciter, che “l’ospedale ha la priorità su tutto”. Aggiungendo tuttavia come “il dottor Vinciguerra ha sottolineato, alla fine del suo intervento oggi sul palco, che anche la sanità privata è in crisi. E va tutelata”.

Serafini poi ha evidenziato come il nemico da combattere nel suo campo di gioco di tagli sia “il decreto Balduzzi: prevede dal 1 gennaio la chiusura di tutte le cliniche private, sotto gli 80 posti letto”. Villa Gioia ne ha una ventina di posti letto e questo è un problema grave a cui si sta cercando una soluzione: “Ci sono trattative, la proposta è quella di far scendere  il numero dei posti letto a 60 e favorire le associazioni tra le varie strutture private, con un unico ente accreditato”, spiega il direttore sanitario Serafini, che pensa ad una unione delle cliniche private presenti sul nostro territorio per sopravvivere. “Abbiamo una settantina di operatori in cassa integrazione – continua –  dal 1 dicembre abbiamo bloccato i ricoveri per effetto del decreto Bondi. Non abbiamo più budget. Anzi, quest’ultimo è stato ridotto di 230mila euro, facciamo attività privata e solo le analisi sono in convenzione fino al 31 dicembre”.

Nonostante ciò Serafini non si arrende: “A gennaio vogliamo ripartire. La  struttura è attiva, non è chiusa, ma limitata di funzionamento. Anche noi però abbiamo bisogno del supporto della politica e della popolazione, fermo restando che la prorità è l’ospedale di Sora. A Villa Gioia facciamo buona sanità a basso costo”.

Sin qui il dottor Serafini. Vi lascio con una cartolina. La foto dei dipendenti di Villa Gioia e Santa Teresa, con alcuni precari ospedalieri, scattata a Roma, mentre scendevano sulla Cristoforo Colombo per difendere e mantenere i diritti di TUTTA LA SANITA’ TERRITORIALE ed il proprio diritto al lavoro. Anche questa è gente nostra, che ha famiglia, paga il mutuo sulla casa. Difendiamoli!

Sacha Sirolli

Commenti

wpDiscuz
Menu