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Non tiriamoci indietro di fronte alle responsabilità (di Mike Di Ruscio)

E’ nato il Gruppo di “Volontari per Rocca Sorella, il Castello di Sora” che si è costituito per “riportare la Rocca Sorella, il castello di Sora, al suo antico splendore”, questo è quanto si legge nella loro pagina Facebook. Un’iniziativa lodevole non c’è dubbio: magari si tornasse a riscoprire il volontariato come forma di collaborazione cittadina al servizio della comunità! E, di sicuro, questi ragazzi sono d’esempio per tutta la Città, coetanei e non solo.

E’, comunque, necessario fare delle considerazioni. Non possiamo celarci dietro il volontariato e la buona operosità dei cittadini per sottrarci a responsabilità che appartengono a determinate istituzioni.

Non lo dico io, ma lo dicono le leggi dello Stato e nel caso specifico il “Testo Unico sui Beni Culturli” alla Sez. II: “Misure di conservazione”, Art. 30: “Obblighi conservativi”, par. 1 così recita: “Lo Stato, le regioni, gli altri enti pubblici territoriali nonché ogni altro ente ed istituto pubblico hanno l’obbligo di garantire la sicurezza e la conservazione dei beni culturali di loro appartenenza” E ancora, all’ Art. 24: “Interventi su beni pubblici”, par. 1: “Per gli interventi su beni culturali pubblici da eseguirsi da parte di amministrazioni dello Stato, delle regioni, di altri enti pubblici territoriali, nonché di ogni altro ente ed istituto pubblico, l’autorizzazione necessaria ai sensi dell’articolo 21 può essere espressa nell’ambito di accordi tra il Ministero ed il soggetto pubblico interessato”.

Molte volte si è parlato di castello e come intervenire su quello che è il nostro simbolo. Lo stesso sindaco Tersigni si è assunto l’impegno nei confronti dei cittadini per trovare una soluzione ed iniziare ad intervenire sul degrado del maniero. In questo primo anno di amministrazione è stato anche stilato uno “studio di fattibilità” che prevede la costruzione della rotabile di San Casto (tracciato già esistente, messo in opera dal Geom. Domenico Roccatani con i cantieri scuola 1958-58). Allora assumiamoci le nostre responsabilità ed iniziamo a pensare seriamente di che morte vogliamo morire e di cosa vogliamo farne della nostra fortificazione. Nella consapevolezza che interventi sporadici resteranno dei semplici paliativi che non risolveranno il problema.

Mike Di Ruscio – Sora24

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