3 anni fa redazione@sora24.it
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«Oro, anello di fidanzamento e fede nuziale. Non ho più niente!» Lo sfogo di una signora sorana “ripulita”

La gente di via Barca San Domenico e zone limitrofe chiede più sicurezza. «Bisogna poter stare tranquilli nelle proprie case», questa la sintesi che emerge dal racconto dei residenti, preoccupati per il furto avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri in casa di una donna con evidenti problemi fisici. «Ieri sera – racconta la signora – i ladri sono entrati in casa mia per la seconda volta in otto mesi, portandomi via quel poco che mi era rimasto dopo il precedente furto, una manciata d’oro e soprattutto la fede nuziale».

Al momento dell’irruzione la donna non era in casa, poiché aveva un appuntamento in uno studio medico per una visita. I ladri, approfittando della sua assenza, sarebbero entrati da una finestra sulla parte posteriore dell’abitazione rispetto alla strada, poi avrebbero saccheggiato quel poco che rimaneva nella disponibilità della donna. Dopodiché, forse non soddisfatti del bottino, avrebbero provato a rubare anche nell’abitazione vicina, dove vive la figlia della signora. In questo caso, però, i ladri sarebbero stati messi in fuga.

Pochi mesi fa, precisamente nel giorno di Venerdì Santo, la prima sortita dei malviventi che nell’occasione portarono via una cassaforte ed oggetti preziosi per un valore di qualche migliaio d’euro. «C’era anche l’anello che mio marito mi regalò quando eravamo fidanzati chiedendomi di sposarlo», dice la signora con gli occhi lucidi.

La scia di furti nel Sorano, come del resto nell’intera provincia, non accenna quindi ad arrestarsi. I maggiori mezzi messi in strada dalle forze dell’ordine purtroppo non sono sufficienti per arginare definitivamente il fenomeno. Quasi ogni giorno si verificano scorribande, sovente caratterizzate, purtroppo, da particolari che fanno davvero rabbia. «Capisco che è difficile coprire adeguatamente tutto il territorio provinciale – conclude la donna derubata – però bisogna anche mettersi nei panni di noi cittadini, oramai costretti a non poter lasciare mai le nostre case incustodite».

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