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COMUNICATO STAMPA

Orsi in paese: “l’emergenza che non c’è”. L’associazione “Orso and Friends” spiega perché

«Sono decenni che l’orso, o almeno gli individui più audaci e intraprendenti, spinti dal naturale condizionamento derivante dalle diverse stagioni dell’anno, escono dal bosco fino ad arrivare in paese».

«Nelle ultime settimane abbiamo letto articoli e visto foto di orsi che hanno deciso di fare visita ad alcuni paesi del Parco Nazionale d’ Abruzzo Lazio e Molise o, comunque, prossimi ai suoi confini, come Pescosolido, San Donato Val di Comino e Alvito. Molti articoli hanno descritto questo “fenomeno” come un qualcosa di atipico, anomalo e soprattutto pericoloso, invocando provvedimenti tempestivi e radicali da parte delle autorità preposte! Una vera e propria emergenza orso proclamata, probabilmente, da chi, forse, di questo animale conosce poco o nulla, ma che, spinto dalla ricerca spasmodica di LIKE non si è preoccupato di innescare una vera e propria psicosi tra i lettori.

Orsi “confidenti”, orsi “problematici”, addirittura….orsi “sbadati”. Qualunque aggettivo purché potesse servire a rafforzare l’idea che ci troviamo in presenza di un fenomeno senza precedenti e che può avere sviluppi incontrollabili. Per questo è opportuno accendere qualche riflettore sui lati poco chiari della vicenda per capire cosa sta accadendo o cosa, in realtà, non sta accadendo ai “nostri” orsi marsicani.

Sono decenni che l’orso, o almeno gli individui più audaci e intraprendenti, spinti dal naturale condizionamento derivante dalle diverse stagioni dell’anno, escono dal bosco fino ad arrivare in paese. Ciò accadeva già molto tempo prima dell’avvento dei social e non era raro leggere un piccolissimo trafiletto all’interno dei giornali locali con il quale si riferiva di orsi che tranquillamente e puntualmente tutte le sere scendevano a Settefrati per mangiare la frutta dagli alberi, o di orsi sorpresi al mattino presto a dormire nelle stalle di Campoli Appennino, o di altri ancora che non evitavano di passeggiare nottetempo tra i vicoli di Picinisco, Civitella Alfedena, Pescasseroli, Barrea, Villetta Barrea ecc. Sono tanti, tantissimi gli episodi di “incursioni” (e non solo notturne) fatte dal plantigrado all’interno dei paesi. E’ la sua natura che lo spinge oltre i “normali” confini della foresta.

Ci sono periodi dell’anno, poi, come l’autunno, in cui questa esigenza di girare e di esplorare si fa ancora più forte anche a causa del desidero e, soprattutto, dalla necessità di cercare cibo gustoso e sufficiente a garantire la riserva di grasso indispensabile per superare l’inverno che spesso sa essere molto lungo e freddo. Quindi la ricerca di alberi da frutta e di animali domestici di cui cibarsi è una esigenza che l’orso conosce ed asseconda da secoli. Ciò non significa che all’interno del Parco le riserve alimentari siano divenute insufficienti, e certamente non sarebbe una soluzione al “fenomeno” iniziare ad alimentare “artificialmente” gli orsi.

Sull’argomento si rimanda al recente comunicato del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise che in maniera scientifica e cristallina ha illustrato tutte le ragioni per le quali l’istituzione di punti di raccolta di cibo per l’orso si rileverebbe nel tempo una fonte di problematiche fortemente dannose non solo per il plantigrado ma anche per molte altre specie di animali (domestici e selvatici). Non esiste quindi, alcuna emergenza alimentare che sta spingendo alcuni orsi a frequentare i paesi del PNALM. E’ vero, invece, che ci troviamo spesso di fronte esemplari che mostrano una confidenza eccessiva con l’uomo. Un fenomeno le cui cause sono molteplici; una di queste è, certamente, la costante ed inarrestabile antropizzazione di tutto il territorio montano.

Nei tempi recenti e, ancor più in quelli recentissimi, stiamo assistendo ad una vera e propria INVASIONE incontrollata da parte dell’uomo di quella che, dall’alba dei tempi, è la casa degli orsi. Ogni giorno e, maggiormente nei week end, migliaia di persone prendono d’assalto le montagne, le valli, i boschi, con sci, con le ciaspole, con le auto, con le motociclette, con le biciclette spesso incuranti del rispetto che deve portarsi a questi luoghi. Un fenomeno che sta obbligando gli orsi ad abituarsi alla presenza umana. Solo fino a qualche decennio fa per un orso la possibilità di incontrare un uomo sul suo cammino era quasi nulla, oggi lo vede e lo sente ovunque.

Di giorno, di notte, all’alba, all’imbrunire. Basti pensare che nel mese di agosto sono migliaia le persone che corrono alla ricerca degli orsi per vederli cibarsi tra i ramneti. Non sono gli orsi che si sono spostati cambiando le loro abitudini, siamo noi ad aver cambiato le nostre e di riflesso stiamo condizionando anche questi animali che hanno solo bisogno di ritrovare i loro spazi. Da tutto ciò deriva che molti orsi, essendosi abituati alla presenza dell’uomo sono meno timorosi e per questo si lasciano avvistare con maggiore facilità in paese, poi, il resto lo fanno i social….ed ecco che un bagnetto di un orso nella fontana di San Donato, quasi in tempo reale, diventa lo scoop della settimana.

Solo qualche anno fa la notizia sarebbe rimasta arginata tra i vicoli del Comune e pochi altri. Oggi, la stessa notizia in poche ore ha superato ogni confine..anche quello nazionale! L’ Ente Parco, da questa primavera sta impiegando ogni mezzo per mantenere sotto controllo la situazione prevedendo anche turni notturni per le guardie nelle zone maggiormente visitate dagli orsi ma tutto ciò non può bastare se ognuno di noi non impara come comportarsi quando incontra un orso, evitando, come prima cosa, di rincorrerlo o di disturbarlo per poter ottenere un video da condividere. E’ altresì, fondamentale per prevenire o ridurre le “incursioni”, scoraggiare gli orsi a venire in paese, l’utilizzo i “cassonetti anti orso” per la raccolta dell’immondizia, le recinzioni elettrificate e i pollai brevettati proprio per resistere alle visite del plantigrado.

Quindi, la soluzione a questa “emergenza che non c’è” è quella di imparare a convivere con un animale che per sua natura non è mai stato aggressivo verso l’uomo (mentre non può dirsi certamente il contrario!!) senza dimenticare e sottovalutare, nello stesso tempo, che è pur sempre un animale selvatico e che mamma orsa, in special modo (come ogni mamma premurosa) merita maggiore rispetto e prudenza da parte nostra. La convivenza con gli orsi è possibile e la gente di molti paesi del parco, come Bisegna ne è l’esempio. Un paese in cui, da secoli, l’uomo e l’orso hanno imparato a coesistere e a condividere lo stesso territorio nel rispetto reciproco».

È quanto riportato in una nota dell’Associazione Orso and Friends, inviataci dal Presidente, Andrea Saltelli

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