4 anni fa

Ospedale di Sora, la domanda è sempre la stessa: di che stiamo parlando?

La notizia del pensionamento di una dottoressa del reparto Pediatria dell’Ospedale SS.Trinità di Sora era palesemente conosciuta da mesi. Sta di fatto che non si è provveduto per tempo ad impedire che la prevedibile carenza di organico iniziasse a stressare il lavoro dei 4 medici restanti, impegnati ora a coprire il reparto 24h.

Radio Ospedale parla di rinforzi in arrivo ma a quanto pare si tratterà di soluzioni temporanee, utili soltanto a tamponare l’emergenza. Sommando le indiscrezioni che trapelano dalle mura del nosocomio sorano, difatti, si capisce chiaramente che per garantire un ottimo funzionamento del reparto in questione servirebbero almeno un paio di medici in più ed un numero di posti letto ben superiore agli otto attuali.

Proprio ieri un giovane papà, purtroppo disoccupato, ha scritto alla nostra redazione sfogando la sua delusione per il mancato ricovero di suo figlio, nonostante dagli esami effettuati in pronto soccorso fosse emersa la necessità di trattenere il bambino, giunto in ospedale con forti dolori all’addome. “Ci sono i posti ma non i letti”: questa la bizzarra spiegazione che ha ricevuto l’uomo, che poi si è avviato verso casa con il figlio.

I posti ed i letti, due cose che, guarda caso, dipendono dalla politica. Il SS.Trinità, difatti, è passato in pochi anni da 300 a 200 posti letto (ve ne siete accorti?), ha perso alcuni reparti e si è ritrovato improvvisamente terzo ospedale della provincia, numericamente parlando. Negli anni nessuno ha mai difeso a dovere sia la struttura che i suoi potenziali fruitori, cioè noi.

La cosa più strana di questa storia infinita è che Sora vanta un gran numero di rappresentanti istituzionali che operano nella Sanità e che quindi potrebbero unire le forze per chiedere (ed ottenere) molta più attenzione nei confronti dell’ospedale, che, lo ricordiamo, può accogliere ben 700 posti letto ed è senza alcun dubbio uno dei più grandi nosocomi di tutto il centro Italia. Orbene, la domanda è sempre la stessa: di che stiamo parlando?

Lorenzo Mascolo – Sora24

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