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Paolo Crisafi: “Il peso del settore immobiliare nell’economia nazionale”

Di Paolo Crisafi, segretario di Assoimmobilaire e federimmobilaire in collaborazione con Sara Ludovici, responsabile della comunicazione.

Una riflessione sul peso che il settore immobiliare ha sull’economia nazionale è stata realizzata da Assoimmobiliare insieme alle altre Associazioni aderenti a  Federimmobiliare attraverso lo studio “I numeri dell’Industria immobiliare”.

Il risultato di tale ricerca ha portato ad avere un valore numerico chiaro rispetto agli aspetti dimensionali dell’industria immobiliare analizzando il periodo che va dal 1995 al 2009 per poi trarre delle ipotesi proiettive sino al 2015.

Nel periodo 1995 – 2009 il settore immobiliare diviene più pervasivo e sviluppa una maggiore capacità di attivazione sull’economia nel suo complesso (dal +14% a quasi il +20%), sebbene, in corrispondenza dell’affacciarsi della crisi, nel 2008 si sia verificata una inversione di tendenza e nel 2009 l’attivazione sia tornata sugli stessi livelli del 1995.

Dagli anni ’90, inoltre, il settore immobiliare si è progressivamente finanziarizzato ed è quindi cresciuto l’impatto generato dalla domanda ai servizi immobiliari sui settori riconducibili all’industria immobiliare allargata (oltre ai settori immobiliari tradizionali ricompresi nella classificazione ATECO K70, si aggiungono i settori finanziari ed assicurativi, di architettura, progettazione, ecc.), mentre è diminuito quello sulle costruzioni, segno, nel solco delle tendenze alla terziarizzazione dell’intera economia, di una tendenziale maggiore indipendenza dell’immobiliare rispetto al settore edilizio più tradizionalmente inteso.

Se dalla capacità di attivazione, ci si sposta all’impatto effettivo che il settore immobiliare ingenera sull’economia, si ottiene che nel 2009 la produzione effettiva del settore delle costruzioni[1] ammonta a 206 miliardi di Euro e quella del settore immobiliare a 197, pesando ciascuna circa il 7% sul totale della produzione totale nazionale (2882,84 miliardi di euro).

La produzione attivata dalle attività dei servizi immobiliari è quindi cresciuta ad un ritmo più sostenuto, più che doppio, rispetto a quello del sistema nazionale complessivo. Nel periodo considerato (1995-2009) la produzione attivata sull’economia dal comparto è cresciuta del 48,6%, contro una crescita della produzione dell’economia nazionale del 20,5%. Inoltre il valore aggiunto attivato dall’immobiliare è cresciuto del 43,1% a fronte del +19,8% dell’economia. Così la percentuale della produzione attivata sulla produzione totale dell’economia passa dal 4,6% nel 1995 al 5,7% del 2009.

Per quanto riguarda il profilo occupazionale, il settore immobiliare è costituito da circa 320.00 unità, circa il 6% degli occupati nei Servizi (il 2,6% sul totale), crescendo nel periodo 1996-2007 del 93%, a fronte della crescita del 60% dell’occupazione nel terziario e del 24% dell’economia nel complesso.

Se agli occupati nelle attività immobiliari si aggiungono quelli delle costruzioni, si raggiunge circa il 10% del totale degli occupati e quasi il 14% della produzione effettiva complessiva.

Per lo scenario al 2015, con una valutazione conservativa, si stima che la domanda immobiliare riesca ad attivare il 5,8% della produzione nazionale ed il 10,4% del valore aggiunto. Le unità di lavoro attivate saranno circa 384.000 che peseranno l’1,3% sulla forza lavoro nazionale.

Paolo Crisafi

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