Piazza Mayer Ross: la sagra del parcheggio selvaggio

Decine di auto parcheggiate a casaccio. E la strada per passare non basta più.

Chi prova a metterla a spina di pesce, chi parallelamente al marciapiedi, chi arriva e la lascia a casaccio: comunque vengano posteggiate le auto, Piazza Mayer Ross dà l’idea di un grande disordine. Certo, gli automobilisti potrebbero dimostrare un po’ di sensibilità in più prima di chiudere le portiere. Sta di fatto che nella piazza non c’è segnaletica orizzontale e quindi ognuno la mette come gli pare.

Va da sé che chi arriva da Corso Volsci e intende tagliare verso Lungoliri Rosati, transitando per l’appunto nella zona storicamente chiamata Ortara, in molti casi è costretto a fare marcia indietro per far spazio agli automobilisti che provengono in senso opposto da Piazza Baronio e Via Fosca (vale il viceversa). I parcheggi selvaggi, difatti, riducono la sede stradale a tal punto che non resta spazio sufficiente per far passare due veicoli insieme.

A complicare la situazione, la altre soste selvagge davanti al Museo, nella stessa via Fosca e nella stessa Piazza Baronio, dove, tra l’altro, al mattino stazionano anche i banchi del mercato giornaliero. La risoluzione del problema è ardua: il tratto di strada in questione, difatti, da sempre prevede il doppio senso di circolazione. Una scelta che poteva essere plausibile quando il numero e il volume dei veicoli era molto inferiore, quando c’erano il Capitol e soprattutto la piazza-parcheggio antistante il cinemateatro.

Oggi, invece, con un piazza molto più ampia e lo spazio ridotto per la circolazione delle auto, forse tale norma andrebbe rivista, magari sostituendola con un unico senso di circolazione. O, al contrario, mantenuta, se proprio non si vuole cambiare, con regole chiare per i parcheggi.

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