Processo Palleschi: Ass. Risorse Donna Onlus e SOS Donna non ammesse da GUP come parti civili

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa a firma dell’Avv. Serena Petricca.

«Si è svolta nella giornata del 1 ottobre u.s. presso il Tribunale di Cassino, l’udienza preliminare relativa all’omicidio Palleschi. Nell’occasione le Associazioni Risorse Donna Onlus e SOS Donna sportello telefonico e centro di ascolto, assistite la prima dagli Avvocati Serena Petricca ed Augusto Casinelli e la seconda dall’Avv. Eleonora Rea, hanno presentato richiesta al GUP, di essere ammesse come parti civili all’interno del processo che vede imputato il Palleschi Antonio al fine si sostenere la Pubblica accusa.

Entrambe le Associazioni, da anni, si occupano di perseguire finalità di assistenza e solidarietà nel campo dell’assistenza sociale in favore di donne in difficoltà e vittime di violenza operando principalmente nel territorio della Provincia di Frosinone. I motivi che hanno spinto le Associazioni Risorse Donna Onlus e SOS Donna sportello telefonico e centro di ascolto – secondo i legali rappresentanti Veronica D’Amario e Avv. Riccardo Lutrario – si basano sulla circostanza che i fatti contestati al Sig. Palleschi Antonio rientrano nell’ipotesi di “femminicidio”, (intesa come ogni pratica personale o sociale violenta fisicamente o psicologicamente, che attenta alla integrità, allo sviluppo psico-fisico, alla salute, alla libertà o alla vita della donna, col fine di annientarne l’identità attraverso l’assoggettamento fisico o psicologico, fino alla sottomissione o morte della vittima nei casi peggiori.

Il femminicidio, invero, è un fatto sociale: la donna viene uccisa in quanto donna, perché non accetta di ricoprire il ruolo che l’uomo o la società vorrebbero impersonasse) e che, in quanto tali, “hanno provocato una lesione del diritto soggettivo proprio delle dette associazioni, da intendersi quale lesione dell’interesse concreto alla salvaguardia di situazioni storicamente circostanziate, di esplicita violazione dei diritti fondamentali delle donne e dei bambini riconducibili ad una cultura che non riconosce a tali soggetti la piena dignità di persone, ed in quanto tali assunte dalle associazioni per farne oggetto delle proprie cure ai sensi delle finalità statutarie. L’omicidio di Gilberta Palleschi, non rappresenta solo una lesione dei diritti della donna, un fatto privato, né tantomeno sono un “fatto di donne”, ma costituisce una profonda ferita per la società tutta, che, nel momento in cui alla donna non viene riconosciuta la dignità di Persona ed in quanto tale viene fatta oggetto di discriminazioni e violenze, è collettivamente responsabile per l’eliminazione di quella cultura e di quegli stereotipi che ancora oggi minano l’autodeterminazione, la libertà, la vita delle donne ed il sereno sviluppo dei bambini che, in ambito famigliare, assistono a queste violenze e ne subiscono le conseguenze in termini psicologici.

Non vi è dubbio che le Associazioni Risorse Donna Onlus e SOS Donna sportello telefonico e centro di ascolto nel promuovere e porre in essere iniziative concrete di contrasto ai singoli episodi di femminicidio o di violenza domestica, compiano una attività assolutamente conseguente a quelle previste dal proprio Statuto ed in quanto tale meritevole di tutela; parimenti non vi è dubbio che, dalla commissione dei reati ascritti al Sig. Palleschi Antonio sia derivata una lesione agli scopi statutariamente perseguiti dalle suddette associazioni.

Oltre al fine statutario, ciò che ha portato le associazioni Risorse Donna Onlus e SOS Donna sportello telefonico e centro di ascolto a chiedere la costituzione di parte civile, è la circostanza che negli statuti delle dette Associazioni è prevista la facoltà di Costituirsi parte civile in ogni procedimento penale, civile ed amministrativo, che veda la donna e/o il/la minore come oggetto di violenza.

Con la costituzione di parte civile le associazioni Risorse Donna Onlus e SOS Donna sportello telefonico e centro di ascolto volevano, comunque, fornire supporto morale ai familiari di Gilberta Palleschi, nell’affrontare il processo, e dare alla comunità un messaggio forte, facendo affermare in maniera ancora più decisiva in un aula di tribunale, la realtà delle radici culturali della violenza di genere e sensibilizzare l’opinione pubblica e cambiarne la percezione nei confronti di questo crimine.

Tuttavia nonostante i buoni propositi il Gup del Tribunale di Cassino ha ritenuto di non dover ammettere le Associazioni Risorse Donna Onlus e SOS Donna sportello telefonico e centro di ascolto, come parti civili all’interno del processo per l’omicidio di Gilberta Palleschi. Le Associazioni Risorse Donna Onlus e SOS Donna sportello telefonico e centro di ascolto, operanti anche sul territorio sorano, saranno vicine alla famiglia Palleschi in questo lungo viaggio che, si spera, condurrà ad una pena esemplare nei confronti del Palleschi Antonio.
In conclusione, le Associazioni Risorse Donna Onlus e SOS Donna sportello telefonico e centro di ascolto ringraziano gli Avvocati Serena Petricca, Augusto Casinelli e Eleonora Rea per essersi prodigati per far valere i diritti statutari delle dette associazioni».

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