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Provinciali Frosinone, l’amarezza di Mike Di Ruscio: «Questo non è un paese per giovani»

Il coordinatore regionale FGS esterna tutta la sua tristezza per l'esito della consultazione elettorale

Elezioni provinciali 2014: a margine dello scrutinio di stamane, al termine del quale Antonio Pompeo, candidato sostenuto da una parte del Pd provinciale e dai partiti di centro-destra, è stato eletto nuovo presidente della Provincia di Frosinone con circa il 53% dei voti (un migliaio circa, votavano solo gli amministratori), contro il 47% di Enrico Pittiglio, candidato “ufficiale” del Partito Democratico e delle altre forze di centro-sininistra, registriamo lo sfogo di Mike Di Ruscio, coordinatore regionale della Federazione Giovani Socialisti.

«Questo non è un Paese per giovani per tanti motivi, non solo perché non si investe in ricerca, università, cultura e scuola, ma sopratutto perché ormai la politica sembra aver esaurito il suo mandato, quello dei Padri, quello delle figure nobili. In sostanza il sacrificio di tutte quelle persone che hanno dato la propria vita per il cambiamento vero, il cambiamento sociale, culturale e civile di un popolo è svanito sotto una coltre di pressapochismo e scarsa cultura.

Nella nostra provincia, poi non ne parliamo: emblema negli anni 56/60 di una politica fatta senza lungimiranza, ed oggi se ne vedono i risultati. Assistiamo a tribune elettorali dove il livello medio della lingua italiana si e fermato alla “contrada”, dove anche l’italiano volgare acquisterebbe una certa eleganza. Assistiamo al falso spirito di servizio, dove anche i più giovani crescono con l’esempio dei “matusa” (avrebbero detto negli anni 70).

Ecco perché, anche chi è giovane anagraficamente ma anche mentalmente, inevitabilmente si sente vecchio, retrò, fuori luogo, deriso da chi gli dice: “Non capisci la forza del cambiamento, non sei in grado di interpretare il tuo tempo.”. False frasi a cui non credono nemmeno loro, sproloqui che servono a celare le loro malefatte e i loro sotterfugi.

Se è vero che Pertini amava affermare che i giovani non hanno bisogno di sermoni ma esempi di onestà, ecco, tutto abbiamo avuto tranne che un esempio del genere in questi mesi. Io non festeggerei affatto, perché chi lo fa, lo fa sulla sofferenza della gente e sulla speranza in un futuro migliore che tarda sempre più».

Mike Di Ruscio – coordinatore regionale FGS

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