5 anni fa

Qualche amministratore onesto esiste ancora… o siamo tutti ladri? (di Mike Di Ruscio)

Pur essendo consapevole che il “nuovo” non si determina dal solo aspetto squisitamente anagrafico, ritengo, tuttavia, che in alcuni casi si debba avere la capacità e l’onestà intellettuale di capire il momento in cui arriva il bisogno di farsi da parte per poter dare il proprio contributo (esperienza) in altre sedi e modalità. Comprendo anche che l’aspetto del “rinnovamento” non dovrebbe essere nemmeno messo in discussione, poiché rappresenta una prassi consolidata in una democrazia matura e nella politica di tutti i giorni; ma capisco, altresì, che è ben distante dalla realtà il concetto di sapersi rinnovare nella classe politica italiana e sorana.

É sotto gli occhi di tutti che la politica in questi ultimi mesi o anni, non riesce più a godere di quella fiducia che dovrebbe avere; o meglio, ha smarrito il suo ruolo fondamentale all’interno di una democrazia. Risultato? la politica viene sostituita dall’antipolitica, che sfruttando in maniera demagogica il malessere delle persone, cerca di anteporsi come se fosse la panacea di tutti i mali. Questa riflessione mi ha dato modo oggi di pormi una domanda che voglio rivolgervi: esistono ancora amministratori onesti, o siamo tutti ladri?

Personalmente credo che esistano ancora, ma purtroppo sono subissati da quella parte della politica che, collusa da forti interessi personalistici, riesce a far parlare di se distruggendo tutto il resto. Allora ben venga il rinnovamento, il nuovo, purché questo sia mosso non da un semplice e astratto contrapporsi fine a se stesso; ma, al contrario, sia in grado di cogliere il buono che la politica può ancora a dare, per saperlo trasformare in una “rivoluzione” vera e propria. Oltre a questo, bisogna iniziare ad acquisire una maggiore coscienza civica, tale da farci capire che lo strumento più potente in assoluto è nelle nostre mani, ovvero il voto: perché, badate bene, se Fiorito è arrivato dove è arrivato, non è stato per “grazia ricevuta” ma perché siamo stati noi a legittimarlo con i nostri voti, diventando di fatto lo specchio di una società.

Non me ne vogliate, non voglio fare di tutta l’erba un fascio; ma la stragrande maggioranza dell’elettorato, purtroppo, si muove in questa direzione. Ed ecco che salta alla mente un’altra riflessione: non è tutta colpa della politica, ma è un 50 e 50 tra elettore e politico. Orbene, non demonizziamo tutto: iniziamo a premiare tutte quelle persone che si distinguono dalla massa, diamogli fiducia. Solo attraverso una maggiore coscienza, di sicuro la nostra società potrà migliorarsi nella gestione della cosa pubblica; diversamente, se rieleggeremo di nuovo i soliti noti, permettetemi di dire che a questo punto la colpa non è più della politica!

Mike Di Ruscio – Sora24

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