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“Quale futuro per la famiglia?” (di Antonella Paniccia)

Lunedì 9 giugno, a Sora, presso la sala convegni “San Tommaso d’Aquino, alla presenza del Vescovo, S.E. mons. Gerardo Antonazzo, si è tenuta una conferenza con relatore l’avvocato Giancarlo Cerrelli, Vice Presidente Nazionale dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani e Segretario Nazionale del Comitato “Sì alla Vita”. Il Vescovo, dopo la lettura di un brano del Cantico degli Efesini, ha annunciato che la benedizione di Dio si riversa su ciò che Egli stesso ha voluto e creato, l’uomo – maschio e femmina – nella sua diversità; e l’uomo appartiene a un progetto che Dio ama, e “lo ama a tal punto da spendere il sangue del Suo Figlio Gesù Cristo”. “La nostra felicità – prosegue – deriva dal sentirsi integrati in questo grande progetto”.

Ed esorta quindi a non lasciarsi scoraggiare da una cultura che oggi mira a far passare per normale lo sgretolamento della vita familiare, una cultura che, come uno “tsunami ideologico”, potrebbe travolgere intere generazioni. Poi, nel ringraziare l’avvocato Cerrelli per la sua disponibilità, afferma che questo è solo l’inizio di una riflessione che si profila ben più ampia: non si può infatti liquidare il problema con un solo incontro perché la questione è di natura ideologica, ed è un problema educativo ed informativo. L’avvocato Cerrelli ringrazia il Vescovo per le sue parole ed esordisce dicendo che non si tratta di un convegno omofobo. E spiega che le persone omosessuali meritano rispetto, accoglienza, e non deve esser dato loro alcun marchio di discriminazione: difatti, come affermato dal Catechismo della Chiesa Cattolica e dal Papa, non siamo noi a doverne giudicare il comportamento.

Ma possiamo – e dobbiamo – come cristiani, giudicare le leggi, le dottrine che, emanate da varie organizzazioni europee, stanno inesorabilmente erodendo il concetto di famiglia. La famiglia, ricorda, è la cellula originaria della società, formata da un uomo e una donna; la famiglia è “motore del mondo” come l’ha definita Papa Francesco, eppure oggi è tanto disprezzata e maltrattata sul piano culturale e sul piano politico. L’avvocato prosegue spiegando le trasformazioni operate dalle ideologie sul concetto di famiglia. La famiglia non viene più considerata il luogo dove l’uomo e la donna sono chiamati al dono di sé nell’amore, e chiamati al dono della vita; essa viene intesa invece come se fosse una semplice costruzione mentale, una sovrastruttura, una famiglia “ridotta solo al luogo dell’intimità, della tenerezza” … e dunque aperta a tutte le possibilità dell’ideologia gender!

L’avvocato Cerrelli passa ad esaminare ogni norma: dalla Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (1950), all’art. 29 della nostra Costituzione, alle sentenze della CEDU, sino alle risoluzioni del Parlamento Europeo. Sono sentenze emblematiche e riguardano temi scottanti. Il giurista spiega con chiarezza e precisione l’ideologia del gender che sostituisce il sesso biologico col genere: la persona, dunque, non è più maschio o femmina, così come nasce, ma ha una identità determinata di volta in volta dal soggetto stesso. E’ questo il concetto di gender e di fluidità sessuale: ed oggi si arriva a concepire addirittura l’esistenza di 56 generi diversi di identità!

Certamente, non si possono riassumere in poche righe tutti i concetti e le leggi così egregiamente illustrati dall’avvocato Cerrelli. In sala, il pubblico ha ascoltato silenziosamente e con profonda attenzione…come non riflettere dinanzi a questa rivoluzione antropologica? Certamente, in cuor suo, ogni persona si sarà interrogata: in quale direzione sta andando la mia vita? Quale futuro preparo per la mia famiglia? E per i miei figli? Riflessioni inquietanti… Al termine, un lungo applauso di ringraziamento all’avvocato Cerrelli. E davvero lo ringraziamo tutti per la chiarezza espositiva, per la competenza e per la professionalità con la quale ha saputo trattare argomenti di estrema rilevanza, argomenti delicati che riguardano anche l’educazione dei figli nelle scuole.

Non possiamo ignorare, infatti, gli episodi accaduti in vari licei, fra cui un liceo romano dove agli alunni è stata proposta la lettura di un recente romanzo di Melania Mazzucco, testo sul quale gli alunni avevano dovuto produrre un elaborato scritto. Sui contenuti delle pagine invito ognuno ad informarsi per conto proprio: basterà dire che il Senato della Repubblica, ad una interrogazione in merito del senatore Giovanardi, ne ha rifiutato la lettura perché “non corrisponde ai requisiti di proponibilità” ravvisando “la necessità di apportare modifiche al testo della Sua interrogazione … in modo da renderne possibile l’annuncio e la pubblicazione nei resoconti del Senato” (prot. del Senato n. 3030/S del 07 maggio 2014).

Così commenta in una nota il Senatore Giovanardi:“…nell’interrogazione erano illustrati i brani crudemente e volgarmente pornografici del romanzo, che evidentemente si possono imporre agli studenti ma non essere letti neppure dai Senatori sulle pubblicazioni ufficiali del Senato…”. Dunque, per il Parlamento i brani non sono adeguati, per la scuola invece sì! Ma è questa l’educazione che si auspica per i figli? Una signora, con grande dolcezza ma con decisione, al termine della conferenza ha chiesto: ”A chi devo rivolgermi a scuola? Mia figlia frequenta le scuole medie ed io non voglio che le vengano impartite simili lezioni!”. Sicuramente, è tempo che i genitori sappiano, che si documentino, per non rischiare di scoprire un giorno che l’indottrinamento è già avvenuto.

Così scrive Luisella Saro, docente di liceo: “Non era mai accaduto nella storia dell’uomo: siamo la prima generazione che ha abdicato al proprio compito educativo, che ha gettato i propri figli nel labirinto, che lascia i giovani impantanati in questa melma in cui vogliono farci credere che tutto sia uguale al contrario di tutto”. Devo confessarvi che, nel corso della conferenza, mi sono rallegrata in cuor mio (per la prima volta) di non avere più una mamma. Ho pensato con tristezza che, se lei fosse stata ancora qui, davvero non ci si sarebbe trovata bene in questa società, lei che ha speso la sua esistenza ad educarmi al senso del rispetto dei valori e della famiglia.

In una società simile mia madre ci sarebbe rimasta molto male…e come lei tante donne di altri tempi, mamme che ci hanno educati al senso della sacralità della famiglia, al rispetto dei genitori, alla conoscenza delle nostre radici…Ma quali radici potremo più ricercare in futuro, oggi che lo sperma si compra su internet a 30 euro e l’utero si va ad affittare sfruttando la miseria di donne che non riescono a vivere? Oggi che l’antilingua, o neo-lingua giuridica, vuole cancellare le parole fondamentali della nostra vita e sostituirle con “genitore 1” e “genitore 2”? E se avere un figlio è un diritto, il bambino che nasce non ha alcun diritto? Perché non avrà il diritto di essere cullato dalle braccia della mamma che l’ha partorito? Eppure, nessuno può negarlo, la cosa più naturale del mondo è che siamo tutti nati da una mamma e da un papà. E’ questa la nostra storia, la storia di tutti, anche di quelli che oggi i figli li vanno a comperare affittando un utero nei paesi di estrema povertà!

Antonella Paniccia

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