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Quando i sorani elessero senatore il futuro sindaco di Cassino invece dell’ex sindaco di Sora

A proposito del candidato del territorio, un interessante resoconto storico dati alla mano e risalente alle elezioni politiche del 1948.

Le elezioni politiche del ‘48 furono le prime del dopoguerra a seguito delle quali vennero eletti i membri della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica. Le operazioni di voto si svolsero domenica 18 e lunedì 19 aprile 1948. Per la Camera concorsero una quarantina di liste, circa il doppio rispetto a quelle in lizza per il Senato.

Le elezioni vennero stravinte dalla Democrazia Cristiana, che ottenne il 48,51% a Palazzo Chigi e il 48,11% a Palazzo Madama. Il partito di centro si aggiudicò sia la maggioranza relativa dei voti sia quella assoluta dei seggi, caso unico nella storia della Repubblica Italiana. Di contro, la sinistra subì una contrazione dei consensi rispetto al 1946, considerata storicamente rilevante perché legata soprattutto alla scissione storica dei socialisti avvenuta a Palazzo Barberini nel 1947, evento che produsse la nascita di una “costola” socialista più moderata e ispirata alla socialdemocrazia, quella guidata da Saragat.

Il sistema di voto

Per l’elezione dei 574 deputati della Camera si usò il sistema già “testato” nel 1946 per l’Assemblea Costituente, un proporzionale che in sintesi prevedeva la suddivisione del Paese in circoscrizioni elettorali plurinominali, con ripartizione dei seggi suddividendoli fra le varie liste in proporzione ai voti ottenuti. Le circoscrizioni erano 31, la nostra era denominata “ROMA-VITERBO-LATINA-FROSINONE”.

Per il Senato, invece, venne messo a punto e promulgato, poco prima del voto del ’48, un sistema elettorale leggermente diverso, ma comunque sostanzialmente proporzionale. Le circoscrizioni erano 20, corrispondenti alle attuali regioni d’Italia. Ogni circoscrizione, a seguire, era ulteriormente suddivisa in collegi. Nel Lazio ammontavano a 16 e uno di essi, denominato “SORA-CASSINO ci permise di avere un senatore sorano per 15 anni di seguito, dal 1968 al 1983: Ignazio Vincenzo Senese.

Il collegio Sora-Cassino stesso restò in vigore per 44 anni, dal 1948 al 1992, un anno, quest’ultimo, a dir poco cruento e significativo nella storia della Repubblica (attentati, tangentopoli, ecc.). Ma prima di arrivare al famoso ’68, quando avvenne il sospirato “trasferimento” di Senese dal Municipio di Sora a Palazzo Madama, trascorsero 20 anni, il ventennio del cosiddetto boom economico nazionale, che da noi però si sviluppò prevalentemente lungo il nuovo asse autostradale.

“I nostri” eletti alla Camera nel 1948

Tra i 35 eletti alla Camera nella circoscrizione “ROMA-VITERBO-LATINA-FROSINONE” figurarono “giganti” come Giulio Andreotti (DC), Palmiro Togliatti (PCI) e Pietro Nenni (PSI), questi ultimi due eletti nel Fronte Democratico Popolare.

C’erano anche un paio di deputati “di casa nostra”: Cesare Augusto Fanelli (nativo di Sezze ma originario di Casalvieri), per tre volte presidente della Provincia di Frosinone tra il 1946 e il 1958, nonché consigliere comunale sia a Fiuggi, sia a Frosinone; Ludovico Camangi, storico repubblicano nativo di Sora (1903), più volte Sottosegretario di Stato nonché deputato dell’Assemblea Costituente.

“Il nostro” unico senatore eletto nel 1948

L’unico senatore eletto nel collegio Sora-Cassino fu un importante politico e prima ancora dirigente piemontese: Pier Carlo Restagno. Nato a Torino nel 1898, Restagno fu protagonista di una folgorante carriera nell’Istituto bancario “San Paolo”. A seguire iniziò anche il suo impegno in politica, che, come per molti altri, si arrestò durante il fascismo. Finita la guerra, venne eletto nell’Assemblea Costituente e poi al Senato. L’anno dopo le Politiche (1949) fu eletto anche Sindaco di Cassino, dove rimase in carica fino al 1957, partecipando attivamente alla ricostruzione post bellica e alla rinascita della città “Medaglia d’Oro al Valor Militare”. Restagno, per un brevissimo periodo del 1961, fu anche Sindaco di Sora, nonché Presidente dell’AS Roma tra il 1949 e il 1952, cioè negli anni che sancirono l’unica retrocessione in B del club giallorosso (1950/1951) e la successiva risalita (1951/1952).

I Sorani “preferiscono” il futuro sindaco di Cassino all’ex sindaco di Sora

Nel 1948, oltre allo stesso Restagno, c’era anche un valente medico di Sora tra i candidati a Palazzo Madama: il dott. Giuseppe Ferri, oggi ricordato da una strada in zona San Giuliano. Ferri, nativo di Posta Fibreno (1904) era abbondantemente sorano d’adozione, essendosi trasferito in riva al Liri in età adolescenziale per studiare nella “Scuola Tecnica Pareggiata”, unico istituto scolastico “secondario” allora allora nella città volsca (parliamo degli anni immediatamente successivi al tremendo terremoto del ’15).

In occasione delle prime elezioni del Senato della Repubblica, il Dott. Ferri, Sindaco di Sora per un breve periodo del 1944, fu candidato nel collegio Sora-Cassino con il Fronte Democratico Popolare, la lista nata dall’unione di PCI e PSI. Ebbene, a Sora accadde che Restagno ottenne 5.692 voti (57,09%) mentre Ferri si fermò a 2.737 voti (27,45%), un risultato che in ogni caso fu più che lusinghiero. Da segnalare anche i 1.081 voti (10,84%) dei Repubblicani, il cui candidato era Ludovico Camangi (candidato anche alla Camera). Deluse invece la destra, che a Sora tra Monarchici e Blocco Nazionale raccimolò meno di 500 voti. Di seguito i risultati completi del Collegio, dei comuni di Sora e di Cassino.

Senato 18/04/1948: Collegio Sora-Cassino

  • Elettori 119.106, Votanti 105.332 (88,44 %);
  • Schede bianche 1.950, Schede non valide (bianche incl.) 7.507.

Liste – Voti – %

  • Democrazia Cristiana – RESTAGNO PIER CARLO (ELETTO) 58.878 voti (60,19%);
  • Fronte Democratico Popolare – FERRI GIUSEPPE 14.069 voti (14,38%);
  • Blocco Nazionale – ROSELLI AMBROGIO 9.363 voti (9,57%);
  • Partito Repubblicano Italiano – CAMANGI LUDOVICO 7.836 voti (8,01%);
  • Partito Nazionale Monarchico – LIBERATI ENRICO 7.835 voti (8,01%);
  • TOTALI: 97.981 voti.

Senato 18/04/1948: Comune di Sora

  • Elettori 11.668, Votanti 10.580 (90,68 %);
  • Schede bianche 153, Schede non valide (bianche incl.) 609.

Liste – Voti – %

  • Democrazia Cristiana 5.692 voti (57,09%);
  • Socialcomunisti 2.737 voti (27,45%);
  • Partito Repubblicano Italiano 1.081 voti (10,84%);
  • Partito Nazionale Monarchico 337 voti (3,38%);
  • Blocco Nazionale 124 voti (1,24%);
  • TOTALI: 9.971 voti.

Senato 18/04/1948: Comune di Cassino

  • Elettori 7.555, Votanti 5.880 (77,83 %);
  • Schede bianche 125, Schede non valide (bianche incl.) 515.

Liste – Voti – %

  • Democrazia Cristiana 3.132 voti (58,38%)
  • Partito Repubblicano Italiano 1.366 voti (25,46%)
  • Partito Nazionale Monarchico 362 voti (6,75%)
  • Blocco Nazionale 308 voti (5,74%)
  • Socialcomunisti 197 voti (3,67%
  • TOTALI: 5.365 voti.

Osservando i numeri salta subito agli occhi un dato rilevante, rappresentato dal grande sforzo profuso dai sorani per sostenere Giuseppe Ferri portandolo nella città volsca al 27,45%, una percentuale certamente lontana da quella trionfale della “rossa” Isola del Liri, dove i Socialcomunisti del Fronte Democratico Popolare ottennero il 57,11% per un totale di 3.193 voti, ma doppia rispetto al dato dell’intero collegio (14,38%). Sommando i voti di sinistra registrati nelle due cittadine situate lungo le rive Liri, tra l’altro, si ottiene un ulteriore dato rilevante: circa 6 mila (il 42%) dei 14 mila voti totali dati ai Socialcomunisti in tutto il collegio Sora-Cassino, arrivarono da elettori sorani e isolani.

Dati nazionali vs dati di Sora

Tornando ai dati nazionali e confrontandoli con quelli di Sora, si scopre che nel 1948 era ancora ben radicata nella nostra città la componente repubblicana: sia alla Camera (900 voti, 7,61%) che al Senato (1.081 voti, 10,84%), difatti, il PRI si classificò terzo partito. A livello nazionale, invece, fu sesto in entrambe le camere. Di seguito, per concludere, tutti i dati nazionali.

I risultati complessivi alla Camera

Nelle elezioni del 1948 la Democrazia Cristiana risultò primo partito con il 48,51% pari a oltre 12,7 milioni di voti. A seguire il Fronte Democratico Popolare (PCI+PSI) con il 30,98%, pari a oltre 8,1 milioni di voti. Infine l’Unità Socialista (Partito Socialista dei Lavoratori Italiani + Unione dei Socialisti) con il 7,07% pari a 1,85 milioni di voti. Tali risultati determinarono la seguente distribuzione della maggior parte dei seggi (521 su 574 totali) tra le prime tre forze politiche: Democrazia Cristiana 305, Fronte Democratico Popolare 183, Unità Socialista 33.

Di seguito la ripartizione completa di tutti i 574 seggi della Camera dei Deputati.

  • Democrazia Cristiana – 305 seggi (12.740.042 voti, 48,51%)
  • Fronte Democratico Popolare – 183 seggi (8.136.637 voti, 30,98%)
  • Unità Socialista – 33 seggi (1.858.116 voti, 7,07%)
  • Blocco Nazionale – 19 seggi (1.003.727 voti, 3,82%)
  • Partito Nazionale Monarchico / Democrazia del Lavoro – 14 seggi (729.078 voti 2,78%)
  • Partito Repubblicano Italiano – 9 seggi (651.875, 2,48%)
  • Movimento Sociale Italiano – 6 seggi (526.882, 2.01%)
  • Partito Popolare Sudtirolese – 3 seggi (124.243 0,47%)
  • Partito dei Contadini d’Italia – 1 seggio (95.914, 0,37%)
  • Partito Sardo d’Azione – 1 seggio (61.928, 0.24%)

A seguire tutte le altre liste che non ottennero seggi.

I risultati complessivi al Senato

Rispetto alla Camera cambiò un componente del “trio” di testa. La Democrazia Cristiana risultò primo partito con il 48,11% pari a quasi 11 milioni di voti. A seguire il Fronte Democratico Popolare (PCI+PSI) con il 30,76%, pari a quasi 7 milioni di voti. Infine il Blocco Nazionale il 5,40% pari a circa 1,2 milioni di voti, ma va sottolineato che L’Unità Socialista in alcune regioni si presentò con una lista unica insieme ai repubblicani.

Di seguito la ripartizione completa di tutti i 237 seggi del Senato della Repubblica. N.B. (Dal conto sono ovviamente esclusi i 107 “senatori di diritto”)

  • Democrazia Cristiana – 131 seggi (10.899.640 voti, 48,11%);
  • Fronte Democratico Popolare – 72 seggi (6.969.122 voti, 30,76%);
  • Blocco Nazionale – 7 seggi (1.222.419 voti, 5,40%);
  • Unità Socialista – 8 seggi (943.219 voti, 4,16%);
  • Unità Socialista / Partito Repubblicano Italiano – 4 seggi (607.792 voti, 2,68%);
  • Partito Repubblicano Italiano – 4 seggi (594.178 voti, 2,62%);
  • Indipendenti – 4 seggi (544.039, 2,40%);
  • Partito Nazionale Monarchico – 3 seggi (393.510 voti, 1,74%);
  • Movimento Sociale Italiano – 1 seggi (164.092 voti, 0.72%);
  • Partito Popolare Sudtirolese – 2 seggi (95.406 voti, 0,42%);
  • Partito Sardo d’Azione – 1 seggio (65.743, 0.29%);

A seguire tutte le altre liste che non ottennero seggi.

FONTE DATI: ARCHIVIO MINISTERO DELL’INTERNO

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