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Raffaele Bruno: «Siamo in un incendio. No liberi tutti a Natale, altrimenti a Pasqua saremo di nuovo chiusi»

Raffaele Bruno, direttore delle Malattie infettive del Policlinico San Matteo di Pavia, uno degli ospedali italiani in prima linea sin dai primi giorni della pandemia, è molto preoccupato: «Non ripetiamo per le feste natalizie i comportamenti di questa estate confusa».

, direttore del reparto di Malattie infettive del Policlinico San Matteo di Pavia, ha ribadito che quella in corso non è una seconda ondata di Coronavirus, in quanto, «non c’è mai stato un giorno con zero contagi, e per essere fuori da una pandemia ci vogliono ci vogliono 40 giorni con zero contagi». In un’intervista rilasciata a La Provincia di Sondrio, il clinico dell’ospedale pavese ha espresso tutta la propria preoccupazione per l’attuale fase dell’epidemia, che, a differenza di Marzo, oggi interessa tutto il territorio nazionale.

L’ultimo DPCM varato dal Governo arriva in ritardo secondo Bruno, che pur sottolineando di essere un tecnico e non un politico, ci dà un’idea precisa dei danni derivati dall’indecisione: «Ogni settimana di ritardo nel prendere misure drastiche e contenitive della diffusione dei contagi – ha dichiarato – ci costa tre settimane di crescita dei casi. Dobbiamo capirlo tutti, siamo in un incendio ed è necessario intervenire subito».

Il maggior timore dell’intettivologo riguarda le imminenti festività natalizie, un periodo dell’anno in cui solitamente ci si riunisce in ambienti chiusi con un gran numero di persone: «A Natale – ha dichiarato sulle colonne del giornale lombardo – non potrà e non dovrà essere un liberi tutti. Non ripetiamo per le feste natalizie i comportamenti di questa estate confusa. Altrimenti tra feste, brindisi, auguri, scambi di regali e cenoni, prima di Pasqua saremo di nuovo tutti chiusi.

Bruno ha concluso la sua intervista invitando la popolazione alla resilenza e alla pazienza, sottolineando due fatti importanti: la stanchezza del personale sanitario, sotto stress da quasi un anno di fila, e l’eccessiva disinformazione che purtroppo circola senza limiti. «Si faccia in modo di non vedere ora come dei nemici, dei complottisti, quelli che erano a marzo degli eroi, ha affermato. Si lotta per salvare delle vite, adesso come nella scorsa primavera».

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